Quanto pagheresti un’Ascensione del Quattrocento?

Non so quanto ne sappiate voi di pittura rinascimentale, io piuttosto poco. So piuttosto poco di arte in generale, ancora meno di quotazioni di mercato e non saprei dire quanto può costare (e quanto è lecito pagare) una incisione di Rembrandt, una gouache di Turner, una combustione di Burri o una pala di altare di Anonimo fiammingo (XV sec.). Io non lo so e neanche voi lo sapete, mi sbilancio in una previsione. E non lo sa neppure Sandro Bondi, scommetterei. Questo è forse un po’ più grave, visto che fa il ministro dei Beni Culturali, ma è pur vero che un buon ministro della Sanità non deve saper fare i trapianti e un buon ministro dei Trasporti non deve saper guidare un treno merci.

Ascensione (particolare)

Sentite, però, che è successo. Nel 2009 il Ministero dei Beni Culturali decide un grande per celebrare il cinquantennale della Galleria di Palazzo Spinola a Genova: acquista una tempera su tavola di Ludovico Brea, datata 1483, raffigurante l’Ascensione (che quest’anno si celebra il 13 maggio, come ricordava oggi un annuncio in BnF). La cifra pattuita tra proprietario, intermediario e Ministero è di 1.200.000 euro (un milione duecentomila euro/00). L’opera di questo pittore ligure è, a detta di chi se ne capisce, splendida, raffinata e pregevolissima e, per quel che vale, piace anche a me. Finalmente, viene da dire, il ministero investe, finalmente un’opera di valore viene acquistata dallo Stato e non finisce sulle pareti (o nelle casseforti) di qualche riccone. Solo che c’è un problema che io non avrei saputo sollevare e che neppure voi sapreste sollevare: la quotazione più alta mai raggiunta da un dipinto di Ludovico Brea è stata di 56.302 euro. In una intervista a Repubblica Alberto Chiesa, che è uno che di mestiere fa il capo del dipartimento di pittura antica da Sotheby’s, dice che sì, in effetti il dipinto è splendido ma la cifra è assolutamente fuori mercato: “E’ il più bel Ludovico Brea che abbia mai visto, perfettamente conservato, ma mi riesce difficile comprendere l’importo della vendita… oltre i 400-500 mila euro non riuscirei a stimarlo“. Tanto per far capire me e voi: “Per il mercato dell’antico un milione e duecentomila euro è una quotazione altissima: stiamo parlando di un artista che ha un mercato locale, non internazionale. Per dare dei riferimenti, il mercato dell’antico ha un tetto massimo di 6 milioni di euro: così venne venduto un Tiepolo formidabile e di enormi dimensioni da Sotheby’s. E non sono più di una ventina i quadri antichi che hanno superato il milione di euro nella storia delle aste in Italia“.

Beh, io, voi e Sandro Bondi non l’avremmo mai capito da soli. Solo che io e voi non abbiamo dei tecnici e Sandro Bondi sì quindi possiamo decidere se dedurre che i tecnici del ministero sono degli incapaci, che non sono in grado di trattare su un prezzo oppure che il venditore è un amico di qualcuno.

Oppure che questo è il mercato dell’arte, bellezza, e i prezzi non seguono necessariamente “criteri di congruità”.

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