I versetti sbagliati

«Che vuoi, Deborah, » diceva Mendel Singer «i poveri sono impotenti, Dio non getta loro pietre d’oro dal cielo, alla lotteria non vincono e la loro sorte la devono portare con rassegnazione. All’uno Egli dà e all’altro toglie. Io non so di che cosa ci punisce, prima con la malattia di Menuchim e ora coi figlioli sani … Bisogna sopportare il proprio destino! … Contro la volontà del cielo non c’è potenza che tenga. “Esso tuona e fulmina, s’inarca su tutta la terra, dinanzi a lui non c’è scampo” così sta scritto».

Deborah però rispondeva, la mano puntata sul fianco, sopra il mazzo di chiavi rugginose: «Aiutati che Dio t’aiuta. Così sta scritto, Mendel! Tu sai sempre a memoria i versetti sbagliati. Molte migliaia di versetti sono stati scritti, quelli inutili li tueni tutti a mente! Sei diventato così stolto perché insegni ai bambini! Tu dài loro il tuo po’ d’intelligenza e loro ti lasciano tutta la loro stupidaggine. Un maestro sei, Mendel, un maestro!»

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