I pazzi in vacanza

Entro in BnF, c’è la cosa coda perché il lunedì c’è il controesodo e il vestiaire si intasa e tocca aspettare come in un servizio del Tg2 ma senza la protezione civile che distribuisce panini e acqua. Mentre aspetto mi si avvicina una giapponese che sembra Sun, ma giapponese e non coreana, e mi chiede: “Excuse me, is this place a library?“. Un po’ sorpreso perché, cacchio, non puoi essere capitato per caso in questo posto sperduto di Parigi e, se anche ci sei capitato sbagliando autobus, il fatto che ci sia scritto Bibliothèque e Library ovunque dovrebbe darti una risposta. “Sure, it’s French National Library“.

Oh, it’s a special library!” dice entusiasta annuendo e guardando il marito, che sembra l’ubriaco di saké dei cartoni animati giapponesi. Ecco, io mi sorprendo sempre troppo presto, perché a questo punto lei mi chiede: “How can I go out?” E’ qui che ho davvero pensato che lei fosse Sun e che mi chiedesse come lasciare l’isola, come se fossi un Richard Alpert senza rimmel. “Beh, dalla porta…”. “Oh! merci!” risponde felice, ringraziando tantissimo.

E poi si mette in coda al vestiaire.

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8 pensieri su “I pazzi in vacanza

  1. Oddio, LA COSA! (mi piace immaginare che non si tratti di un errore di battitura, ma che un’orrida creatura, probabilmente vegetale, proveniente da un altro mondo, il lunedì si aggiri per la biblioteca sterminando i folli che, in astinenza, non hanno saputo resistere alla mezza giornata di apertura)

  2. i giapponesi sono dei capi! a vienna si piazzano sulla corsia delle bici (che sfrecciano come fossimo al tour de france) e da lì fotografano tutto. tu suoni il campanello, suoni, suoni, alla fine urli “OOOHUUUU!” perché si tolgano dai piedi, e loro ti guardano affascinati come se stessi spiegando loro la storia del secondo assedio dei turchi, naturalmente senza spostarsi. all’ultimo istante si spostano lentissimi fuori dalla corsia, ridacchiando imbarazzati e divertiti e indicandosi a vicenda l’enorme bicicletta blu disegnata sulla corsia.

  3. contribuisco con la mia esperienza sui giapponesi: mia nonna abita in un paese svantaggiatissimo, tipo 800 abitanti in una valle della provincia lombarda, senza nulla da vedere, proprio bbbrutto. un giorno ha vuotato l’innaffiatoio per i fiori giu’ dalla finestra e ha centrato un giapponese che stava facendo una foto. nessuno sa cosa ci facesse li, ma lui ovviamente ha riso.

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