Che vuol dire “analfabeta”

L’unico luogo in cui Genova è più giovane di Parigi è, indovinate un po’, la biblioteca comunale. Se nella capitale della Francia Socialista le biblioteche comunali sono occupate da clochard, vecchiette, cittadini vari, qui, nella neo-capitale del Comitato di Liberazione Nazionale per l’Alta Italia a occupare ogni tavolo sono ragazzine, ragazzini e (pochi) vecchi bislacchi senza lasciare posto a me. In realtà questa volta il posto l’ho trovato, grazie a un vecchio bislacco di cui sopra che ha brutalizzato una ragazzina di cui sopra. Dopo un paio di avanti-e-‘ndré alla ricerca di un posto libero, ne ho individuato uno occupato solo da due fogli, ho chiesto se per caso potevo sedermi. La ragazzina, che teneva il posto per un’amichetta di insipienza, ha detto di no ma questo gigantesco giabba blu che legge testi sull’induismo mi ha intimato – tonitruante (e ventripotente) – Siediti! La ragazzina ha abbassato la testa, io ho chiesto scusa con lo sguardo ma, spaventato, mi son seduto.

Ad ogni modo, ho scoperto che il Comune di Genova ha attivato un servizio wifi in biblioteca (e in un’altra dozzina di piazze cittadine) e ho deciso di fare la tessera che non userò mai ma che mi pare giusto avere. Ecco, mentre ero in coda ho avuto la prova di cosa vuol dire Tullio De Mauro quando ci ricorda che due italiani su tre non sanno leggere. Il ragazzo davanti a me compila un modulo in cui dichiara di sapere quali sono i suoi doveri di utente del wifi e di essere informato sui luoghi in cui può accedere alla rete. Si blocca perché non capisce: che vuol dire che il servizio è garantito per “almeno un’ora”? lui aveva capito che fosse garantito per “al massimo” un’ora! e se vuole stare su internet un quarto d’ora soltanto? non capisce e chiede alla dipendente, che sarà finita a fare quel lavoro in biblioteca per chissà quali percorsi della cassa integrazione o dei Lavori socialmente utili. Prima prende tempo e spera che lui abbia letto male, poi vede che c’è scritto “almeno” e dice aspetti che non capisco.

Visto che qui parlo la lingua (e visto che ho fretta) intervengo e cerco di spiegare il valore di quell’almeno: non è che sei obbligato a starci un ora, non ti lega nessuno… mentre in biblioteca il servizio wifi è illimitato, fuori è garantita una connessione della durata di un’ora, come minimo, anche se in alcune piazze il servizio dura più a lungo. Ah ecco, mi dice lui. Ah, come lo sa? mi dice lei. Non rispondo “So leggere” perché sto lavorando per limitare la mia spocchia. Credo che potrei essere disposto alla sospensione a tempo indeterminato delle borse di dottorato in materie umanistiche se mi si promette di rovesciare tutti quei soldi in un immenso piano di alfabetizzazione nazionale. Ci rendiamo conto di quello di cui non stiamo parlando? Lo vuole capire la Sinistra che non sa neppure che esistano quei due terzi degli italiani? Spesso sfugge che in Francia e in Germania sono più civili perché scolarizzati da duecento anni e non perché geneticamente migliori o perché quello è il loro spirito nazionale, mentre noi siam fantasiosi.

Anche per questo è il caso di sostenere la legge di iniziativa popolare della Cgil sull’apprendimento permanente.

Annunci

12 pensieri su “Che vuol dire “analfabeta”

  1. Guarda, il lavoro che faccio adesso richiede come non piccola parte lo scrivere, perchè pare sia una dote distintiva. La selezionatrice, durante il colloquio, mi ha detto come lei spesso si trovi costretta a mandare delle mail in azienda per ricordare come la lingua ufficiale sia l’italiano, e che quando stavamo parlando era colpita dal fatto che sapessi, appunto, parlare in italiano.

  2. Il dramma è che questi nuovi analfabeti sono andati tutti a scuola, hanno anche un diploma, forse, ma che non capiscono quel che leggono… la politica non ne sa niente, i giornali neppure, la scuola? gli insegnanti? se la pongono come questione? tendo a immaginare di sì, ma possono davvero farci qualcosa da soli?

  3. Guarda, tu che vivi in Francia da un po’ ti sarai scontrato sicuramente con l’incapacità di un’impressionante quantità di francesi di scrivere correttamente. Parliamo di gente che usa l’infinito al posto del participio passato perché si pronunciano allo stesso modo.

    1. sì, ma qui non si parla di ortografia… in Italia c’è un problema di comprensione del testo scritto, di persone che non riescono a organizzare una frase, che non sono in grado di leggere un articolo di giornale…

      1. Se per analfabetismo si intende l’incapacità di associare un suono ad un testo scritto, la percentuale di analfabeti è piccola; ma se si intende l’incapacità di assegnare un significato ad un testo anche semplice, la percentuale sale a circa un terzo della popolazione italiana. Solo che l’ISTAT, per motivi politici, non ha mai considerato la definizione più stringente.

  4. Dopo il rituale intruppamento prevacanza su areo stipato di italici per lo più turisti o uomini in trasferta di lavoro rinuncerei a metà stipendio se mi prometti che nell’alfabetizzazione ci mettiamo un po’ di inglese, geografia e un ripassino di buone maniere.

    Ma al posto di so leggere che hai risposto? 🙂

  5. basta guardare su facebook per capire a che livelli di analfabetismo siamo: non so quante volte ho visto gente che confonde “e” con “è” e si dimentica le H del verbo avere.
    e vogliamo parlare degli errori negli articoli del corriere e di repubblica?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...