E certe volte fai rumori strani… ovvero: Petomania dell’estremo oriente

C’è un intero tavolo in sala U, dalla postazione 37 alla postazione 48, che sta davvero grondando imbarazzo. Il fatto è che alla postazione 39 c’è una persona che emette quei rumori che di solito imbarazzano e su cui non si scrivono post. I rumori che sono alla base delle sceneggiature di Boldi&De Sica, per intenderci.

Credo sia una donna, anche se a vista non si direbbe e anche se il nome – un assemblamento strano del nome di chi ha ucciso Kennedy, della capitale della Corea del Sud e della domanda che tutti si fanno alla notizia che la Bullock ha vinto un Oscar  non aiuta. Solo che questi rumori sono ripetuti e insistenti, senza che lei dia alcun segno di imbarazzo: tiene la testa china sul libro coreano che sta leggendo, con i capelli liscissimi a fare da separé tra lei e l’umanità. Ogni tanto ridacchia e si guarda il palmo di una mano. Noi, invece, che siamo quelli con gli sfinteri ancora funzionanti, ci scambiamo occhiate un po’ inquiete. La più preoccupata pare una ispanofona vestita di viola che guarda alternativamente me e la sua amica coi peli sulle braccia. La fanciulla che legge Ricoeur, invece, sembra non essere intaccata dal mondo, così come il signore che studia Rimbaud e Musset.

Io, che cerco di pensare all’architettura lirica medievale, ho paura. Ha iniziato anche a ruttare

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3 pensieri su “E certe volte fai rumori strani… ovvero: Petomania dell’estremo oriente

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