Il caffè e l’acqua calda, in cui congedo Jamie Foxx e rifletto sulle costanti

Bene, l’idraulico ha finito e ha chiamato il padrone di casa: “Ah, ok… allora la aspetto qui?”. Bene, e che ci faccio io a tempo indeterminato con un idraulico in piedi in casa mia? se la cosa mi imbarazzerebbe in Italia, figuriamoci in un paese di cui parlo la lingua così così. “Si sieda, intanto!”. Bene, ora si è seduto sul divano e guarda un muro bianco con le mani in mano. Non è un passo avanti. Io non sono assolutamente in grado di mettere a proprio agio le persone, me l’hanno sempre detto ed è un dato di fatto ormai. Solo che vorrei farlo e allora mi concentro: che cosa si fa in Italia quando si ha un ospite inatteso e magari non richiesto? mi concentro e dico: “Vuole qualcosa da bere? un bicchiere d’acqua…”. Ma lui no, sta a posto così. OK, fingo di mettere a posto due libri e cerco di concentrarmi di nuovo: cosa direbbe mia mamma? “Non vuole neanche un p’tit café?” Allora Jamie Foxx si illumina e dice “Bah, le ho detto che no volevo niente, però… un caffettino… perché no… volentieri…”, non so se lo dice per dare a entrambi qualcosa cosa da fare in questi 25 metri quadri di imbarazzo o se voglia davvero il caffè, ma siamo sollevati tutti e due. Anche perché una caffettiera italiana dà un sacco di argomenti di conversazione:

Sa, noi in Italia il caffè lo facciamo così… Ah, davvero? anche da noi in Martinica si faceva così, quando ero bambino! Ma non mi dica! Eh sì, una volta ero a cena da un amico e un’italiana si è rifiutata di prendere il caffè perché diceva che non era caffè vero! Beh, sì… c’è gente davvero fanatica…

Poi arriva il padrone di casa, mentre la caffettiera è ancora là, fredda, sulla placca elettrica. E iniziano a parlare di cose che ignoro, di boiler e di come funzionino e di quanto costino e del complotto delle multinazionali che costruiscono i boiler per cedere dopo sette anni, mentre prima duravano almeno 12, e che fanno così anche con le macchine eccetera. Mentre il caffè borbotta ed esce, Jamie Foxx mi racconta che sua figlia ha fatto un viaggio in Italia, l’anno scorso, e che l’ha trovata molto più cara della Francia. “Eh, sì… in effetti è così… ma dov’è stata?”. Il panico nel suo sguardo mi fa capire di aver sbagliato domanda, poi risponde Napoli e Venezia e, fortunatamente, ci dà la possibilità di dire quanto sia bella Venezia ma come non ci si possa vivere. Poi inizia a parlare del sindaco che vuole rendere Parigi una città commerciale “E ci riuscirà, quello stronzo!”. E che i parcheggi son troppo cari, e che a Parigi non si trovi parcheggio e che la settimana scorsa gli hanno portato via la macchina in divieto di sosta, ma ce l’aveva lasciata solo pochi minuti! 175 euro per riaverla indietro e 35 euro di multa! E poi ci ha raccontato, il Jamie Foxx della Martinica, che un suo amico che fa il parcheggiatore gli ha raccontato che ha un accordo con la polizia e che li chiama ogni volta che c’è una macchina in divieto di sosta o parcheggiata male: “Per ogni multa la polizia gli girava 100 franchi!”. Cento franchi?


Beviamo il caffè, finiamo il caffè, “Era molto buono!”. “Figurati se un italiano non sa fare bene il caffè!” Beh, certo! li accompagno alla porta, saluto e ringrazio.

In effetti questo sarà un altro universo, ma funziona sulle nostre stesse costanti, come il Belgio.

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4 pensieri su “Il caffè e l’acqua calda, in cui congedo Jamie Foxx e rifletto sulle costanti

  1. pure a Genova i soldi erano “franchi” finché c’erano le lire… ora mi pare che non si usi più… ma il martinicano parlava del passato, credo…

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