E il senatore omofobo in realtà è…

Roy Ashburn era stato eletto senatore per il diciottesimo distretto della California nel 2002. Non è che la sua carriera politica sia stata poi così fulgida, così sotto gli occhi dell’opinione pubblica. Certo, si sapeva che era di una destra dura e religiosa, che credeva nei valori tradizionali: dio, patria e famiglia. Aveva fatto quattro figli con sua moglie, anche se poi in effetti si era separato. Poi era diventato di colpo assai celebre: in uno stato aperto in materia di diritti come la Calfornia, aveva votato contro i diritti dei gay, contro i matrimoni e addirittura contro una giornata in ricordo di Harvey Milk. La sua celebrità, in questa fase, si era piuttosto consolidata. Fino a quando, il 3 marzo scorso, una pattuglia della California Higway Patrol non ferma una macchina con a bordo un ciccione ubriaco, drogato e con il tesserino di senatore dello stato. Era appena uscito da un bar di Sacramento, il Faces, e accanto a lui sul sedile del passeggero c’era un “unidentified male passenger“. Quando si è diffusa la notizia che il Faces era un locale gay, qualche dubbio era cominciato a girare.

Oggi, alla fine, Roy Ashburn ha confessato, in diretta radiofonica alla giornalista Inga Barks: “I‘m gay. Those are the words that have been so difficult for me for so long“. Ma allora perché votava contro le leggi in favore dei gay? “I miei voti rispecchiano la gente del mio distretto, coloro che mi hanno votato ed eletto. E’ per questo che votavo no alle misure che riconoscevano diritti agli omosessuali”. Che, ne converrete, è una interpretazione un po’ troppo letterale di “principio di rappresentanza”, un po’ troppo da chiesa americana che interpreta il Levitico come fosse la lista della spesa (“No, oggi non mangiamo coniglio, Roy. Rumina e ha l’unghia fessa”). Certo, è anche una interpretazione che apre a tutti, comunque la pensino, di essere eletti a qualsiasi carica in qualsiasi posto. O forse apre all’idea che tanto vale passare al televoto.

Ad ogni modo, Roy Ashburn, una volta scoperto, ha fatto coming out. Pensate succedesse in Italia. Se qualche politico omofobo italiano fosse beccato a far qualcosa e dovesse ammettere di essere gay.

Pensateci.

Non cambierebbe niente, però non sarebbe molto divertente?

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7 pensieri su “E il senatore omofobo in realtà è…

  1. Dobbiamo solo aspettare, se la statistica non è un’opinione è piuttosto probabile succeda. Certo se succedesse al signore a destra sarebbe una chiara montatura della stampa e dei giudici, si sa.

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