Pastinati in quelle rocce, a fare la guardia al passato

“A Taculè e Laranei i cristiani vivono di rabbia e illusioni. La rabbia la ostentano in ogni occasione come un vestito da festa. Le illusioni le coltivano come i vitigni di un filare pur sapendo in anticipo che daranno solo frutti amari, e vino rasposo che accorcia le esistenze … Ci vorrebbe un’enciclopedia per ognuno di noi, perché siamo gente strana in terra strana. I continentali non li capiscono quelli come noi, a loro sembra tutto facile perché hanno strade e fabbriche, non mangiano orgiathu e rabbia tutti i santi giorni. I costerini sono anche peggio, abituati a lasciarsi stiddiare dal sole, a camminare scalzi sulla sabbia e a stare sempre col culo in mare. Montagnini, pastorazzi e gherradori ci considerano! Cosa ne sanno loro della solitudine della campagna, delle annate cattive, della neve, del nostro essere pastinati in quelle rocce come meridiane del tempo,  a fare la guardiania al passato? Noi siamo zente che vuole istrumpare a terra il mondo e poi ci lasciamo futtire da magie e superstizioni. Dalle illusioni che scavano nella carne solchi profondi, come la guerra, appunto. E se ci va bene così? Cosa ci possiamo fare? Pianghioli e fatalisti ci chiamano.”

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Salvatore Niffoi
La vedova scalza

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