Aspettando la scientifica (Dell’automedicazione)

Quando ero bambino, sarà stato una ventina d’anni fa, il direttore di Gente (o era Oggi?) aveva deciso di allegare al suo settimanale dei pratici fascicoli di automedicazione. Erano monografici, ognuno dedicato a una parte del corpo e ai diversi problemi e sintomi che potevano riguardarla, attraverso percorsi algoritmici simili alle storie a bivi di Topolino, si riusciva a stabilire una diagnosi più o meno affidabile. Per esempio: ti fa male un gomito? -> hai preso un colpo? sì -> riesci a muoverle il braccio? no -> è rotto! Oppure: hai mal di testa? Ti fa male solo quando leggi? Vedi lampi di luce? Hai preso una botta?  è grave! Inutile dire che vivevo in una continua tensione tra la gioia della compulsazione e la frustrazione del non trovarmi mai veramente malato: sfogliarli, infatti, mi faceva capire di essere in fin di vita, ma, essendo i miei sintomi  piuttosto tenui, ogni mia storia a bivi terminava con “Questa scheda non può esserti utile, ti consigliamo di rivolgerti al tuo medico”. E’ stato così che, seduto sul letto di mia nonna, ho scoperto di non avere una quantità di malattie più o meno mortali.

Ad ogni modo, poco fa, aprendo la porta di in un bagno della BnF, ho trovato chiazze di sangue sulla tazza e svariate macchie anche sul pavimento. Mentre usavo un bagno vicino, ho pensato a quei fascicoli e credo che qualcuno abbia bisogno di quello sul sangue nelle feci.

Poi, però, mi è venuto in mente che forse dovrei a transennare tutto e chiamare la scientifica…

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12 pensieri su “Aspettando la scientifica (Dell’automedicazione)

  1. Ora, non vorrei dilungarmi in descrizioni splatter-cannibali, però gli schizzi di sangue possono anche… almeno, in Dexter… va bene, mi astengo dai dettagli…

    Piuttosto, sbaglio o stai latitando dal luogo del crimine in questo periodo? Hai definitivamente abbandonato la povera salle V, mai stracolma come in questo periodo?

  2. A me una volta è capitata una scena simile, nel bagno del mio liceo. Agghiacciante: c’era TANTO sangue, nel bagno e persino sulle scale, e io spaventatissima sono andata a cercare aiuto perché pensavo che fosse successo davvero qualcosa di grave. Contemporaneamente è saltato fuori che era scomparsa una bambina delle elementari (era uscita dalla classe per fare una commissione e non era più tornata), quindi immaginati l’angoscia.

    Alla fine abbiamo trovato la bambina nascosta dietro un armadio: piangeva disperata perché aveva avuto il suo primo ciclo, e non sapeva cosa fare.
    Ma che spavento… :-S

  3. europei, cinesi, maschi, femmine..chi può più dirlo?
    girovagavo qui cercando un post che parlasse di quando sei seduto in biblioteca accanto ad una persona con un portatile rumorosissimo. è un problema. mai scritto niente al riguardo?
    io in bnf mi siederò di preferenza accanto ad utenti mac 😉

    1. E’ un problemissimo. Ma guarda che in bnf mica puoi scegliere tu dove sederti. O meglio, quando prenoti il posto non puoi sapere se accanto a te si siederà qualcuno di superfigo con il macbook air oppure il tizio con la carretta asus del 1998 (ma anche alcuni sony vaio, più rumorosi di un savoia-marchetti in fase di decollo). Ma ti può capitare di peggio: il professore di una certa età con alitosi devastante. L’ultima volta è bastato per farmi scappare in sala X. Poi lì c’è l’adsl, ti attacchi ad internet e addio studio, ma questo è un altro problema.

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