Toto Cutugno in Camargue (Méditerranéenne)

Poco fa per radio ho sentito per l’ennesima volta l’intro dell’Italiano di Toto Cutugno. Solo che mi sono reso conto con sgomento che non era L’Italiano né la rivisitazione bollywoodiana ma una versione in francese. Fortunatamente non si intitola Le Français ma Méditerranéenne ed è cantata da Hervé Vilard.

Come l’altro giorno, guardatela e poi ne parliamo.

La prima cosa che si nota è, ovviamente, lo spostamento del punto di vista: non è un uomo che rivendica e canta il suo essere italiano vero ma un tipo in giacca bianca che non fa il cameriere ma osserva e canta una donna del Sud della Francia, in particolare della Camargue (si capisce dai fenicotteri rosa e dal fatto che Hervé Vilard dica di aver voglia di stare sotto i cieli della Camargue). Resta, però, l’ineluttabilità del luogo comune, vero elemento unificante delle canzoni che parlano di città, popoli o persone geograficametne connotate: se l’Italia erano gli spaghetti al dente e la moviola la domenica in TV, la Camargue è, appunto, i fenicotteri, i cavalli selvaggi, gli zingari, Sainte Marie de la Mer, una donna misteriosa, il violino (zigano), il mare, i vigneti e gli ulivi…

In più c’è un pregevole tocco mélo del tutto assente nel Cutugno:

Viens me rejoindre à la nuit mais prend garde
car tu sais bien que ton frère nous regarde
qu’il t’a jurée
“Y’a danger pour l’étranger”

Lo straniero in pericolo è, evidentemente, lo stesso cantante che sa bene quanto sulla sua testa incomba l’anatema di un fratello geloso. Come avrete sentito, la canzone si conclude senza nessun fatto di sangue e senza che nessuno faccia fuori Hervé Vilard.

Per la cronaca, ad ogni modo: ieri sera in un pub della Butte aux Cailles hanno passato quattro volte Sarà perché ti amo, dei Ricchi e Poveri. Mi sono sentito molto genovese.

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6 pensieri su “Toto Cutugno in Camargue (Méditerranéenne)

  1. “Per la cronaca, ad ogni modo: ieri sera in un pub della Butte aux Cailles hanno passato quattro volte Sarà perché ti amo, dei Ricchi e Poveri. Mi sono sentito molto genovese.”

    Le merle mocqueur?

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