Mandarini (ed europei)

Entro al café de Lettres, mi siedo sulla comoda poltroncina per bere il mio caffè e vedo un ragazzo europeo (avrei detto addirittura italiano) con una felpa col cappuccio, che ormai pare essere divisa ufficiale anche da ‘ste parti, che parla con un ragazzo cinese, vestito da cinese, cioè come quasi nessuno di voi farebbe. Mi accorgo che stanno parlando cinese e, sopratutto, mi accorgo che Europeo parla speditamente, con quella che mi pare essere una certa proprietà di linguaggio, mentre Cinese stenta e balbetta, come non trovasse mai le parole. Dopo essermi figurato alcune ipotesi un po’ Benetton e un po’ autocolpevolizzanti (Europeo è cinese e Cinese è europeo, che c’è di strano? non ti puoi mica basare sui tratti fisici come se fossi un leghista o un tifoso di Verona!) mi accorgo che Cinese parla con difficoltà perché risponde in francese. E parla di démocratie, tra l’altro…

Mentre parlano, Cinese ed Europeo, mangiano mandarini e la cosa mi pare piuttosto buffa. Come si dirà mandarino in mandarino?

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