Litote di Paola Marella (e presenza di Stéphane Plaza)

L’avevo promesso, è vero. Ma non c’erano testimoni e non avevo una bibbia sotto mano, quindi posso dire che non vale e posso parlarvi ancora di Paola Marella. In realtà ve ne parlo sottrazione, perché ieri sera sono incappato nella versione francese di Cerco casa… disperatamente. In realtà del programma che tanto amiamo resta poco e non è soltanto il titolo (Recherche appartement ou maison) ad essere didascalico, lo è l’essenza stessa del programma.

Innanzi tutto i partecipanti: niente coppie che cercano casa con un budget stratosferico ma persone qualunque che vessano dei mediatori immobiliari con richieste impossibili. “Voglio un appartamento di almeno 70 metri quadri nel XIII arrondissement di Parigi a meno di trecentomila euro”, diceva una quasi pensionata con due figlie a un incredulo mediatore di nome Stéphane Plaza; “Non sappiamo se prendere un appartamento o una casa vicino a Lione” diceva una famiglia a un altro mediatore, più tranquillo. Durante il programma non ci mostrano case fantastiche ma ci mostrano come si cerca casa, i mediatori cercano di far ragionare i clienti che hanno idee bizzarre e non sempre ci riescono. Stéphane, per esempio, ha cercato in ogni modo di far capire alla signora che non avrebbe mai trovato nulla con quel budget e che doveva cambiare zona o cambiare budget. Lei niente. Per convincerla la porta anche in banca per farle discutere un ipotetico mutuo ma a lei non va bene.

E’ la confezione stessa del programma a tradire l’intento didattico dell’adattatore francese del format, che va su M6, canale privatissimo, tra l’altro: c’è una voce in sottofondo che non fa il riassunto, come in Italia, ma che sottolinea e spiega tutte le fasi dell’acquisto di una casa, ci sono delle scritte sovraimpresse a evidenziare, ad esempio, quanti giorni di tempo ha l’acquirente per rescindere il contratto senza pagare una penale, non c’è, soprattutto, una paolamarella a parlare di living o a far sforare il budget di un milione.
Se ci pensate, è l’antica dicotomia tra Tg3 Agricoltura e Milleluci, tra il maestro Manzi e le gemelle Kessler, tra Stéphane Plaza e Paola Marella.

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13 pensieri su “Litote di Paola Marella (e presenza di Stéphane Plaza)

  1. Non c’è un programma dove ti aiutano anche ad arredarla, la casa comperata?
    Quello potrebbe essere interessante… cioè, ad occhio croce è più interessante che un programma pieno di mediazioni e rogiti 😛

  2. Consiglio di seguire “Vendo casa disperatamente”. Siamo su proposte più a misura d’uomo infatti si parla di prezzi di ristrutturazioni mirate: il pavimento è triste, i colori delle pareti banali? Arriva LARCHITETTO che consigliando resine spalmate sulla monocottura, colori di tonalità shocking sui muri danno un’impronta glamour all’intera casa. Anche qui la Paola Marella è presente ma come figura di secondo piano, a cui narrare i processi mentali (?) nell’avanzamento lavori e per ricevere il consenso alla fine dell’opera. Ah, ci sono anche decoratori, piastrellisti, maestranze varie che, interpretando sé stessi, lavorano. Con i titoli di coda scorrono anche i costi degli interventi. Essendo nuovo come programma e avendo visto due sole puntate, francamente mi sfugge il senso di tutto il trambusto operato negli appartamenti e soprattutto: dove vivono, nel frattempo, i committenti? Forse a casa di Paola Marella?

  3. secondo me hanno un’altra casa. Almeno un’altra, s’intende. Oppure vanno in vacanza. Escluderei che la Marella li ospiti, comunque… chissà che casa ha la Marella, poi…

  4. è da notare che anche in vendo casa…disperatamente l’architetto si chiama Andrea, come i due architetti di cerco casa. Mi sorge un dubbio, si sa che nelle famiglie aristocratiche le serve venivano ribattezzate con il nome della prima serva di casa (normalmente Ambrogio/Maria), non è che anche la nostra paolamarella chiama tutti gli architetti Andrea per lo stesso motivo?

    1. Caro Simone, la tua osservazione è azzeccatissima e mi ha fatto ridere molto! E penso che, in fondo in fondo, tu abbia colto nel segno! Tu pensa che Franca Valeri chiama tutti i suoi cani Roro: morto un Roro, se ne compra un altro cui viene dato il medesimo nome, e così via!

  5. Questo programma sembra adatto alla televisione di Stato della mia società ideale (quella dove “il cesso è al piano”, per intenderci)…

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