Quanto mi sta sul cazzo la principessa Sisi (con una s perché si scrive così)

Vienna, per la gente che vive il XXI secolo in Italia, è 1) la Sacher, 2) il valzer e il concerto di Capodanno (taradà taradà tara-da-daddà) e soprattutto 3) la principessa Sissi. Per la gente che vive il XXI secolo in Francia, invece, è 1) la Sacher, 2) il valzer e il concerto di Capodanno, 3) la panna sul caffè, 4) la principessa Sissi. Per Suibhne, che vive con saccenza il XXI secolo un po’ in Italia e un po’ in Francia, Vienna è 1) la Sacher, 2) l’austromarxismo, 3) Arthur Schnitzler, 4) La Cripta dei Cappuccini, 5) Freud, 6) il valzer, 7) il Risorgimento (e il fatto che mia nonna, che quest’anno avrebbe fatto cent’anni, usava la parola austriaco pronunciata in genovese come un insulto), 8 ) la principessa Sissi. Come vedete, quel che resta di Vienna è la Sacher e Sissi. Io vi voglio parlare di Sissi, perché sono stato all’Hofburg, perché ho sentito due ore di audioguida è perché è giusto che si sappia che Sisi si scrive con una S e che Romy Schneider ha mistificato la realtà ancor più che Anna Valle (ma comunque meno di Pansa).

La vera storia di Sisi, l’imperatrice che si lamentava

La principessa Sisi si chiamava, in realtà, Elisabeth Amalie Eugenie di Baviera. Nel 1853 accompagna la sorella Elena e la madre Ludovica a Ischl, dove avrebbe dovuto ufficializzarsi la promessa di matrimonio tra Elena e Francesco Giuseppe (cioè Franz di Morte a Franz, viva Oberdan!) imperatore d’Austria da cinque anni, da quello scherzetto che fu il 1848. Il giovane Franz si liscia i baffi, guarda Elena, guarda Elisabetta, riguarda Elena, riguarda Elisabetta e decide di impalmare la più giovane. Sisi dice “Oh, giusto cielo! saro mmai all’altezza?”. Un anno dopo, il 24 aprile 1854 io compio – 125 anni e a Vienna si celebrano le nozze. I primi giorni lei è contenta e imperatrice, poi – al primo ballo ufficiale – scappa in lacrime, si rifugia in camera e dice “Oh, giusto cielo! sarò mmai all’altezza?”. Franz deglutisce e inizia a credere che forse la bella cugina non era solo fragile, era proprio una rompicazzo. Da quel momento, infatti, Sisi si dimostra capricciosa e inadatta al suo compito che, ricordiamolo, non è dei più gravosi: fare l’imperatrice vuol dire accarezzare i bambini, salutare con la manina e sorridere, figliare e sostenere il coniuge, cose che riesce a fare pure Camilla Parker Bowles, ooops Camilla di Cornovaglia.
Sisi dà quattro figli all’imperatore, tre femmine e un maschio Rodolfo che, è brutto da dirsi al giorno d’oggi, è l’unico importante perché avrebbe ereditato il trono. La corte lo educa in modo piuttosto rigido: se devi guidare un impero multinazionale, multilingue, ribollente di tensioni e con nemici a ogni confine è il caso che tu venga su coriaceo e non perda tempo con Sponge Bob, pensa Franz che – ricordiamolo – era là per fare l’imperatore e non l’eroe buono. Sisi, però, non ci sta, pretende di avere la responsabilità dell’educazione del ragazzo e lo tira su come piace a lei, cioè in aperto contrasto con il marito. Senza voler far del determinismo: Rodolfo non regge il ruolo, si sposa con Stefania del Belgio, poi si dà all’alcool, scrive sotto falso nome degli articoli contro il padre, poi si fidanza con una baronessa assai più giovane di lui, amore burrascoso e due colpi di pistola, a Mayerling nel 1889, che mettono fine alla vita di entrambi.
Da quel momento Sisi veste il lutto e non lo abbandonerà mai più. Si lamenta di non essere abbastanza libera, scrive poesie ispirate a Heine, si alza la mattina e si fa pettinare per tre ore i capelli, mentre un tutore greco le legge l’Iliade e l’Odissea, quindi va a cavallo, si lamenta di come è incompresa e scrive poesie.
E’ alta un metro e settantadue, pesa quarantasei chili e ha un punto vita di 51 centimetri, agli occhi nostri è evidente che qualcosa non va. Segue una dieta ferrea e fa estenuanti esercizi in palestra, come Madonna, poi va in pasticceria e ordina tonnellate di dolci che fa sparire in pochi minuti, come Nadia Rinaldi. Si fa di cocaina in vena e passa ore a farsi bella, ama navigare per i laghi del suo impero, soprattutto quando c’è tempesta: si fa legare ad una sedia in poppa e dice “Sono Ulisse, legatemi come Ulisse!” (l’audioguida non dice se è perché le piace il bondage o perché è davvero fuori di testa).
Mentre tutto questo accade, l’imperatore Francesco Giuseppe si sveglia all’alba, riceve centinaia di persone al giorno, cerca di tenere sotto controllo un impero immenso, concede, alla fine, il regno all’Ungheria, fa molti errori dalla decisione di ostacolare la democratizzazione del regno alla sottovalutazione delle spinte nazionaliste, alla scelta dell’alleanza con la Prussia. Vorrebbe avere un po’ di conforto dalla moglie che, però, lo evita e si lamenta. Nel frattempo quel testone del fratello Massimiliano si fa imbarcare nella follia dell’impero del Messico, parte per il nuovo mondo e si fa macellare da Benito Juarez. Francesco Giuseppe non è soltanto “l’imperatore che non muore mai” (regna dal 1848 al 1916), è pure quell’imperatore sfigato e decadente che le sbaglia tutte, come piace a noi.
Nel 1898 Sisi è in viaggio in Svizzera, sotto falso nome. Va in visita a un’amica – e si lamenta – poi a Ginevra, dove va in pasticceria e si ferma a dormire, sempre senza rivelare la propria identità. Un giornale locale, però, la scopre e dà la notizia della presenza in città di una celbrità inattesa. La mattina del 10 settembre, Sisi fa una passeggiata sul lungo lago verso il battello che l’avrebbe portata al castello. A Ginevra c’era pure Luigi Lucheni, anarchico italiano giunto là per uccidere il duca Enrico d’Orléans che però non era mai arrivato in città. Sul giornale, però, Lucheni aveva letto che in città c’era un’ospite ben più famosa. Si fa trovare sulla banchina, vicino all’imbarcazione dell’imperatrice, le si avvicina e la colpisce al petto con una lima, affondando per 5 centimetri. Sisi cade per terra ma si rialza quasi subito, raggiunge di corsa il battello e dice che non è successo niente. Tutti si sorprendono che non si stia lamentando e fanno bene, perché un paio di ore dopo l’imperatrice stramazza al suolo. La portano in cabina, le aprono il corpetto e un fiotto di sangue fa capire a tutti che le cose si mettono male. Muore tre ore dopo senza lamentarsi, per la prima volta della sua vita.
Qualche ora dopo la notizia raggiunge Francesco Giuseppe, nella sua stanza di Vienna. L’imperatore abbassa il capo, una mano sulla fronte, e dice “Voi non potete immaginare quanto abbia amato quella donna“.

No, io proprio non riesco a capirlo perché lui non aveva neanche visto i film di Romy Schneider.

Franz, Sisi und das Volk

Con questo post verboso inizia il 2010 di Suibhne, sembra nato ieri ma è già il settimo anno…

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27 pensieri su “Quanto mi sta sul cazzo la principessa Sisi (con una s perché si scrive così)

  1. In effetti anche a me è sempre stata abbastanza antipatica, Sissi…. sono stata un’anticonformista fin da bambina 😉
    Al di là di simpatie o antipatie varie, trovo che per alcuni versi sia una figura abbastanza simile a Lady Diana (e, in effetti, devo confessare che nemmeno lei è La Mia Principessa Preferita In Assoluto).

    Comunque, in definitiva, neanch’io capisco cosa ci sia di così esaltante in Sissi. Nonostante i film di Romy Schneider. E nonostante, soprattutto, i malefici cartoni animati – perché probabilmente tu eri troppo grande e decisamente troppo maschio per perdere tempo dietro ai cartoni animati delle principesse, a fine anni Novanta, ma io sono cresciuta circondata dalle repliche di ‘sto cartone onnipresente.

    Peraltro, in questo cartone Sissi era BIONDA! O_o
    Ma si può? O.o

  2. ti permetto di non trascriverci la traduzione di tutto il video finale (io con il mio deutsch ho capito tre cose tre) solo se prometti un post esaustivo sulla diffusione del ballo del qua qua in austria 🙂

  3. Purtroppo non posso, son stato troppo poco in Austria… però posso scriverne uno sulla piazza viennese che a Capodanno proponeva “Feinste Rhythmen aus Italien und Lateinamerika – Italo-Pop und Latin-Disco bis 2:00 Uhr morgens – eine musikalische Reise nach Bella Italia und Südamerika, mit den größten Discofegern und italienischen Hits der letzten Jahrzehnte”, sull’esistenza di Radio Arabella “Ti Amo”, che trasmette solo italienische Hits, e sulla presenza di vinili italiani in un discount di Bratislava…

    ad un tuo cenno io parto…

    1. eh va beh, ma devo fare tutto io, insomma 🙂 Ecco svelato il mistero di come nel video di Sisi ci sia il ballo del qua qua:
      http://de.wikipedia.org/wiki/Ententanz
      http://www.hitparade.ch/showitem.asp?interpret=Electronica%27s&titel=Dance+Little+Bird&cat=s
      ma tu pensa, uno poi va a scoprire che il ballo del qua qua l’ha scritto uno svizzero. crollan tutte le certezze.

      comunque Italo-Pop und Latin-Disco meriterebbe dei docmenti audio visivi…

      (di bratislava mi stupisco solo se c’era qualcosa di diverso da toto cotugno, albano e romina o ramazzotti…)

  4. No, La Cripta dei Cappuccini no, ho un ricordo atroce di quel libro, così piccolo e così palloso.

    Di Sissi ho sbirciato il libro che una donzella leggeva in metro accanto a me: è atroce. Del tipo: Sissi non sapeva bene come ci si amasse, anche se aveva visto gli animali all’aperto, e due volte aveva scoperto il padre con la cameriera.

    1. Però l’hai sbirciato bene quel libro, eh? 😉

      Però a me la Cripta dei Cappuccini era piaciuto molto… ma era la mia fase austro-ungarica, magari non ero obiettivo…

      1. Non è che l’ho sbirciato bene, è la fascinazione del male 🙂

        Tipo: l’imperatore arriva in barca, la barca sta per attraccare al porto, lì c’è Sissssi, e lui fa un piccolo salto per abbracciarla, con grande preoccupazione e sconcerto dei funzionari. Poi appunto c’è la spiegazione del come ci si riproduce, quindi la mattina successiva le due suocere che arrivano leste leste per assicurarsi che i due novelli sposi abbiano consumato. Tutto scritto in un modo scialbo e banalotto.

        Della Cripta dei Cappuccini ricordo solo una frase, quando dice che la guerra che stava per scoppiare sarebbe stata chiamata mondiale (la Prima) perchè avrebbe cambiato tutto il mondo personale dei protagonisti. Di che cosa parli, di chi e perchè, non rimembro nulla. Pensa, che quando abbiamo raccolto dei libri da dare alle popolazioni dell’Aquila, avevo pensato di metterlo nel gruppo, poi mi sono detto che era talmente brutto e palloso che non era il caso.

  5. dopo la fiction di raiuno ho deciso di diventare un anarchico ammazzamonarchi anch’io
    CHE PALLE ‘STA SISSI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    la cosa divertente è trovare in sintonia Aldo Grasso e Roberto Levi (che in genere sono su sponde opposte): il primo afferma (sul Corriere) che “Federico Moccia sembra il cantore ideale per rievocare questa favola”, il secondo (sul Giornale) lo paragona a “un Bignami di Moccia, Brizzi, Veronesi e Muccino” e nota che la dama di compagnia dell’Imperatrice è un’attricetta nota per aver interpretato Babi in 3metri sopra il cielo
    COLPITO E AFFONDATO

    1. Humm… Non ho visto la fiction, un po’ perché mi irritano le fiction storiche e un po’ perché odio Sissi con tutto il mio cuore e con tutto il mio ardore mazzinian-risorgimental-repubblicano… A quanto mi dici però la fiction era pure peggio della imperatrice, quindi non oso immaginare… brr…

  6. Sono incappata nel tuo blog per caso, perchè cercavo un’aforisma di Sissi che mi era rimast impresso per mano dell’audioguida a Vienna. Devo dire che TU SEI MOLTO MEGLIO DELL’AUDIOGUIDA! 🙂

    Adesso sono convinta che Sissi sia l’alter ego di Wanna Marchi… e non so perchè 🙂

    Hai analizzato così altri personaggi? Perchè ci starei ore a leggerti 🙂

    Non mi sono mai interessata a Sissi, anche solo perchè mi sta sulle palle il suo modo di stare nei dipinti per tre quarti come la Lory del Santo con quelle stelline in capo. Tra l altro (per l’epoca) non voglio sapere che c’aveva di animali in tutti quei capelli…

    1. oddio, alla zozzeria dei capelli non avevo mai pensato! ma tu pensa quelle povere sguattere obbligate a pettinarla ore e ore mentre lei si faceva leggere l’Odissea da quel povero frate greco, senza capirne niente tra l’altro…

      In realtà non saprei risponderti, però ogni tanto parlo di persone, sì 😉

  7. una cosa non l’hai detta, della sisi (appena arrivata in austria tutti mi hanno spiegato che si scrive con una S. dev’essere un requisito per avere il permesso di soggiorno): dopo una certa età non si è mai più fatta ritrarre, perché si rendeva conto di essere diventata un cesso. l’unica cosa che si poteva fare era copiare dipinti di quando era giovane. che poi, diciamocelo, anche da giovane non era miss austria. e non hai detto neanche che a un certo punto ha cominciato a passare più tempo in ungheria che in austria, perché le piaceva di più. un atteggiamento adattissimo all’imperatrice d’austria!
    grazie per il video di herbi bully o come si chiama, era stupendo!
    ah, il ballo del qua qua: fa parte degli “schlager”, orrende canzoni che sembrano uscite da una fase trash degli anni ’70-’80 e invece son state scritte ieri. su questo forse dovrei scrivere io, perché gli austriaci hanno un modo molto strano di fare musica, per essere il paese di mozart…

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