Il moelleux e il feticismo fonetico ovvero: Non ci provo nemmeno più

Io non sono un fine dicitore, questo lo si sa. Parlo troppo veloce e tendo a sbocconcellare le parole, ingoiando le vocali e appiccicando le consonanti come se fossi portoghese, più che l’omino delle micromachines, vero e proprio riferimento culturale per chi parla veloce. Però, quando parlo le lingue straniere, ho un certo feticistico affetto da pervenue per i suoni: l’apertura o la chiusura delle vocali, la loro lunghezza, i suoni turbati, l’ich-Laut

Ecco, vi confesso che ho un grande problema riguardo al francese: non so mai come si pronuncia moelleux. Su au chocolat vado bene (e pure su Streichholzschächtelchen, dannazione!) ma su molleux vado nel panico. E mi piace pure, solo che l’incubo del come si pronuncia mi vieta di ordinarlo al ristorante. Poco fa, in BnF, faccio una pausa caffè e vedo nella macchina distributrice di vivande un moelleux che costa pure meno dei biscotti cioccolatosi. Bene, mi dico, e infilo novanta centesimi in monetine da 5 così da alleggerirmi le tasche e concedermi una golosità. Premo 28 e il molleux resta lì, non cade. Cazzo, mi dico, e vado verso il bar dove avrei potuto dire che il moelleux che avevo pagato non… Oh cazzo, devo dire moelleux… Entro e faccio segno al barista, gli spiego che ho pagato un – aggrotto le labbra, le protendo, chiudo gli occhi e dico – moelleux!

Un Kinder Bueno, dice lui? Io, distrutto, compito, lettera per lettera:

M-O-E-2L-E-U-X

 nella speranza che – tra l’altro – si scriva così.

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15 pensieri su “Il moelleux e il feticismo fonetico ovvero: Non ci provo nemmeno più

  1. Per quello che può valere Wiktionary propone /mwɛ.lø/ anche se non mi è chiaro perché la o diventa un’approssimante.

    Direi che promette meglio il significato del significante… 😛

  2. faccio finta di ignorare questo post perhè a me pareva una parola facile, ma come quasi tutto in francese lo pronuncio solo nella mia testa quindi non conta un tubo. E poi a me che me frega, io prefisco la tarte aux pommes 🙂

  3. Ciao, sono Kurtz e ti faccio i complimenti per il tuo bel blog, che ho appena scoperto.

    Anch’io ho alcuni problemi con la pronuncia francese, e il dolce di cui parli tu è uno dei miei problemi. Solo che nel corso del tempo sono diventato più disinibito e mi faccio meno problemi di pronuncia: se mi capiscono bene, altrimenti ripeto finché non capiscono.

    Comunque è davvero una lingua strana: una volta parlavo con un amico francese che mi ha detto in francese: Oggi pomeriggio taglio le e.

    Io ho pensato: per me puoi tagliare anche le i e le o. Poi ho capito che le e (che si scrive haies) sono qualcosa che ha a che fare con il giardino. Porca miseria, una parola che si pronuncia come una sola vocale!

    1. eh sì, loro son pieni di ‘sti fonemi densi di senso… per non parlare di tutti gli omofoni che hanno e tengono ben nascosti dietro a una ortografia decerebrata!

  4. Ops, nel compilare i campi del commento precedente ho sbagliato l’indirizzo del mio sito web e ho messo per errore l’indirizzo del blog Notre Anne de Paris.

    Mi scuso con l’interessata.

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