Giorgio aus Lago Maggiore, cioè l’Italia nella musica svizzera, cinquant’anni fa

L’altro giorno sono finito su questo sito sull’Eurofestival, non chiedetemi perché. OK, ve lo dico: cercavo il testo della pregevole canzone di France Gall dal titolo “Poupée de cire, poupée de son” perché volevo dedurre che volesse dire “son“. La canzone portò il Lussemburgo a vincere nel 1965 il festival e “son” non vuol dire solo “suono” ma anche “segatura“, se “sawdust” vuol dire quello che sembra.

Ad ogni modo, ho dato un’occhiata alle partecipazioni dell’Italia e ho scoperto due cose che mi hanno indignato. Nel 1966 Domenico Modugno partecipa con “Dio, come ti amo” – una delle canzoni più belle di sempre – e arriva ultimo con 0 (zero!) punti, assieme a una tale Téréza Kesovija, monegasca a suo dire. Indecente. E poi lo stesso Modugno arriva terzo con “Nel blu dipinto di blu“, nel ’58. Ben due canzoni, in quell’anno, sono state ritenute più belle di una delle canzoni più conosciute al mondo. Quali, mi sono chiesto? Prima è arrivata una lagna francese, e ci può pure stare considerando che ai festival vincono le lagne. Ma seconda, signori, Lys Assia, cioè una signora svizzera, del canton Argovia (qui la vedete dopo molte sedute di botox e qui la vedete allora, questo il suo sito dove potete trovare anche il suo numero di cellulare. Vi invito a non utilizzarlo, sporcaccioni) che canta Giorgio. Eccovela:

Assolutamente pregevole: le commistioni linguistiche che neppure tieffemme, il weekend pronunciato alla tedesca vik-ent e la pronuncia sciolta dell’italiano, la cavalcata da valchiria su polentapolentapolenta… Devo dire che la canzone ha imposto una reimpostazione del mio studio sull’Italia nella canzone: non solo francese ma europea. Niente, sole, pizza o mandolino ma polenta, risotto e Lago Maggiore. La cosa è abbastanza prevedibile: l’idea d’Italia che gli svizzeri (o i tedeschi) avevano a questa altezza cronologica era frutto dell’osservazione diretta vacanziera (quindi i laghi, l’Adria See, la Italienische Riviera und so weiter…) e non dei racconti degli italoamericani o delle locali comunità dei nostri emigranti.

Ora mi faccio due uova strapazzate, ma prima voglio sottolineare il meraviglioso dialogo tra Lys Assia e il cameriere:

Un ristorante alla piazza
“Cameriere!”
“Signore, Signorina, per favore, un espresso?”
“No – viiiiiiiiiiiiiiiiino!”

Vi invito, soprattutto, a vedere la faccia da alcolista che ha Lys nel chiedere Chianti, Chianti, Chianti, Chianti, Chianti.
Ok, ora che sapete posso andare a mangiare.

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11 pensieri su “Giorgio aus Lago Maggiore, cioè l’Italia nella musica svizzera, cinquant’anni fa

    1. guarda, Gaston, questa notizia che mi dai mi sorprende, mi entusiasma e mi stimola perché Buscaglione ha anche fatto una cover della lagna che vinse quell’anno:

      che è molto meglio dell’originale, va da sé…

      1. Vedi un po’. Non avevo cliccato sulla lagna. La versione buscaglionica la conosco bene. Le serate tristanzuole parigine le trascorrevo con l’integrale delle registrazioni di Fred e con delle bottiglie di seize… E viene un po’ da chiedersi perché. Ora che ho bottiglie di vino rosso e l’integrale di Brassens.

  1. ma fa schifo!
    e poi chi minchia sarebbe ‘sto Giorgio di Ascona? l’amante di turno che ti fa ‘mbriacare di chianti e ti ingozza di polenta prima di darti tanto tanto ammore per il vik-endt?

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