Una villa a Bergamo. Bambini che cantano e l’Italia nella musica francese

Dopo la sera di ieri, con l’asprigno, disgustoso Beaujolais che mi ha rovinato la nottata (e la mattinata), stasera divano. Mi sono riscaldato la pasta di ieri, due merguetz, una brioche sucrée e sfoglio qualche libro di grammatica guardando la tv. Su Direct 8 c’è L’école des Stars, che è una specie di versione francese di Ti lascio una canzone con alcune differenze significativa: i bambini non sono vestiti da comunione ma da bambini trendy e cantano canzoni pop, non mattinate di Leoncavallo. Inoltre i giudici gli dicono come si deve fare a cantare meglio, non piangono e non si commuovono, anzi sono piuttosto stronzi. Certo, resta invariata l’inquietante idea di fondo: trucchiamo dei bambini come degli adulti e facciamogli fare le mossette. Ad ogni modo, non voglio parlarvi di questo ma di una canzone che ho sentito cantata da una fanciullina conciata male e con i fianchi un po’ grossi: Si j’étais un homme. I giurati le hanno detto che è una canzone troppo difficile per lei e che la smettesse di esagerare, cosa piuttosto crudele.

Ad ogni modo, come vi ho detto, non è la cosa che mi ha bloccato. Andate al minuto 1:12

Avete sentito? Diane Tell, che è una cantante del Québec, famosa soprattutto per ‘sta pregevole canzone  anni Quatre-vingt, dice quello che farebbe se fosse un uomo: vorrei essere capitano di una nave bianca e verde, vorrei portarti in viaggio in giro per il mondo, fare l’amore sulla spiaggia, addormentarmi tra le tue braccia, ma son donna e quando si è donna ‘ste cose non si dicono. Vabbè. Su questa base si costruisce anche la seconda strofa, che è dove parte il nostro “Eeeeeeeeeeh!?” Se fosse uomo, Diane Tell, mi offrirebbe dei gioielli e dei fiori per arredare casa, con un profumo da far impazzire. E poi…

Et, juste à côté de Milan,
Dans une ville qu’on appelle Bergame,
Je te ferais construire une villa…

A parte che è assai poco gentile dire “in una città chiamata Bergamo”, come fosse “in un paese lontano lontano”… Ma poi, a Bergamo? Ma come gli gira di partire dal Québec per costruire una villa a Bergamo?

E’ inutile, devo decidermi a raccogliere materiale per il mio progetto L’Italia nella canzone francese.

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7 pensieri su “Una villa a Bergamo. Bambini che cantano e l’Italia nella musica francese

  1. probabilmente a “berghem de hura” (o come si dice..), cioè alla città antica, che è molto carina… (anche se appunto perchè è la parte antica non credo che la lascerebbero tirare su una villa tanto facilmente..)
    Certo..stupisce che dal Quebec pensi a Bergamo alta…. a meno che, essendo conosciuta fino laggiù la passione dei bergamaschi di “tirare su mura”, non nasconda un oscuro messaggio in codice per gente di quei luoghi….

  2. forse Bergame era la rima migliore che è riuscita a trovare, e che fosse anche una città vicino a Milan. Pensa: “Et, juste à côté de Milan, Dans une ville qu’on appelle Gallarate”. No, decisamente Bergamo è meglio.

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