I vestiti nella memoria

Oggi Madame X aveva, per il terzo lunedì consecutivo, una maglia di lana a righe orizzontali grige e nere, assai simile a un mio pigiama di Oviesse (me l’aveva portato la Befana qualche annetto fa, credo…). Intediamoci, non voglio dire che si veste sempre uguale, capita anche a me ed è quello a cui pensavo: ci sono giorni, luoghi, appuntamenti a cui viene spontaneo vestirsi secondo determinati criteri, con abiti a cui siamo affezionati o che riteniamo adeguati. Sono convinto, ad esempio, che chi mi dovesse notare più di una volta in un particolare locale di Genova, crederebbe che sia solito portare il collo alto pure d’estate, che non mi cambi mai o che abbia sempre un vistoso succhiotto sul collo (o in alternativa una orribile cicatrice).

Mentre scendevo le scale dopo la lezione e cercavo un bagno, che alla Sorbonne non si trova mai, ho pensato che quando penso alle persone le visualizzo sempre vestite allo stesso modo, come portassero una uniforme, come se fossero Dylan Dog o il corvo Rockfeller.

C’era la mamma di un mio compagno delle elementari che, nell’85, aveva un cappotto grigio. Ce l’ha ancora, ce l’ha tutti i giorni e se mi capita di pensare a lei – non capita mai, mi è capitato oggi nello scrivere questo post – la penso in cappotto grigio, di lana. C’è un mio compagno del liceo, che ha sempre i pantaloni rossi. O quell’altro, con il maglioncino grigio a V e la polo verde acqua sotto. No, non andava di moda neppure negli anni ’90. E il mio compagno di banco, aveva una felpa ocra, con un pesce davanti.

Mia nonna ha un maglione grigio e beige, l’altra ha la cappa azzurra che portava in casa sua e le ciabatte blu, aperte davanti. Mia mamma ha la vestaglia che ha smesso vent’anni fa. Lei un piumino bianco. La mia maestra un cappotto senape, la mia prof di italiano del trienno un completo turchese e gli occhiali di Fendi, quella del biennio le ascelle pezzate, ma la adoravo lo stesso. Una mia amica, in campagna, aveva un orologio Hip Hop, verde acqua. Lui ha una maglietta di Celio che ho anche io, dannazione.

Il mio amico, che ora sta cercando una borsa per la moglie  dalle parti di place Vendôme e che tra poco raggiungo, ha delle maglie da rugby, anche se son dieci anni che non le mette più. Ne ha una verde, in particolare, e dopo gli chiedo se se la ricorda. Il mio primo compagno del liceo ha la maglia degli All Blacks, a proposito.

Lui ha una maglietta col colletto, di cotone, a righine e col taschino storto.

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16 pensieri su “I vestiti nella memoria

    1. Io li porto sempre al momento giusto. E cioè… quando mi va. Ho persino i calzini che dividono l’alluce dalle altre quattro dita per indossarle d’inverno (ma forse qui passo io, per feticista)

  1. Davvero?
    E’ curioso: quando penso a una persona, io non la penso con un certo vestito…
    Cioè, non la penso col vestito proprio!
    La penso solo “di faccia” (mi torna alla mente solo il suo volto, e/o comunque dal collo in giù non visualizzo dettagli particolari).

    Salvo il caso di persone che davvero hanno sempre lo stesso vestito (tipo religiosi col loro abito, o professori che sono sempre in giacca e cravatta), ecco.

  2. Anch’io ho i calzini col dito, quindi mi taccio. Comunque TU, per me, hai un maglioncino a righe orizzontali, di colori che non identifico bene, fra il blu e il grigio, mi pare. E un cappottino nero (sarà mica un Burberry, quello? naaa).

  3. tu per me hai un maglione blu a rombi azzurri, ma non saprei se ne hai uno davvero.
    g.p., se lo sapesse il venditore di calZini..
    m.g.s., so che alcuni si ricordano di te coi pantaloni a quadri.

  4. Se penso a tuoi vestiti che ti rendono buffo penso a quel piumino enorme che metti durante la stagione in cui rincorri le macchine che van da sé nella neve e che ti fa sembrare il temibile omino della pubblicità dei marshmallow dei Ghostbusters.

  5. è vero, è vero!!!!! non tutti e non sempre…però spesso associo anch’io il ricordo di persone ad abbigliamenti determinati e fissi…….Oddio!!!! io invece temo come tu possa ricordare me (per quanto riguarda te ti ricordo con il maglioncino a righe blu e grige…ma non so perchè anche io ti associo ai rombi inesistenti….)

  6. solo che quando tu ti riferisci ad «abbigliamenti determinati e fissi» pensi a talari, cotte, mozzette e berrette. E poi ti penso con una polo arancione, se proprio vuoi saperlo. Ho una memoria molto buona, io.

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