Vita e vicende Frédéric Mitterrand, ministro della Cultura (di cui, tra l’altro, chiedo le dimissioni)

Qualche settimana fa si è accesa una polemica piuttosto feroce, da queste parti. Il ministro della cultura francese, Frédérick Mitterrand (nipote, perché nepotisme sarà un italianismo ma è una abitudine ai due lati delle Alpi), è stato accusato di essere un porco pedofilo, in pratica.

Micropasso indietro, tanto per capirci e per sapere chi fa cosa in questo paese:

Il 2009 non è stato un grande anno per Sarkozy, ha vinto le Europee, non ha una opposizione credibile, ha una moglie splendida però il governo è impopolare, ogni riforma è osteggiata aspramente (e non senza ragione, direi) dai giornali, dai sindacati e – indovinate un po’ – dai francesi e  questo incrina anche la sua popolarità. Ecco perché, ogni tanto, Sarko prende il “povero” François Fillon, che è il primo ministro incaricato di fare il lavoro sporco, e gli fa rimpastare il governo. A fine giugno, quindi, una giravolta di poltrone che neanche nei governi balneari nostri: Rachida Dati, cacciata a Bruxelles, lascia il posto di ministro della giustizia, che viene occupato da Michèle Aillot-Marie, che lascia il ministero dell’interno, che viene occupato da Brice Hortefeux, che era ministro del lavoro (e prima dell’identità nazionale) e che è un tipo che si diverte a fare battute a sfondo razzista, un po’ come Berlusconi ma tinto di un colore diverso: platino. Con il rimpasto entra al governo con l’incarico di Ministro della Cultura e delle Comunicazioni Fédéric Mitterrand, ex presentatore TV, ex vincitore di un 7 d’or, il telegatto francese, romanziere ma, soprattutto, nipote. La sinistra intera si sente tradita: si sapeva che il pronipote dell’unico presidente di sinistra non era proprio d’accordo con lo zio, però… Ad ogni modo, Mitterrand (notate, ci vanno due r…) inizia subito a inanellare gaffes (annuncia di essere ministro prima della comunicazione ufficiale dell’Eliseo, si presenta alla festa dell’Humanité e si  fa sommergere di fischi, dà un sostegno un po’ troppo commosso e personale a Roman Polanski…).

Il vero bubbone, però, scoppia a ottobre scorso. Marine Le Pen (figlia, perché Giorgio La Malfa sarà figlio, ma pure Marine Le Pen…) in un dibattito sui crimini sessuali su France 2 dice, più o meno: «Frédéric Mitterrand, il ministro della cultura, ha scritto un libro nel 2005 che si chiama La mauvaise vie che descrive minuziosamente il modo in cui fa turismo sessuale e il piacere che prova a pagare dei ragazzini tailandesi, ben conscio della povertà in cui vivono, della perversità del sistema. L’ignominia di quel che fa è scritta bianco su nero sul suo libro….» Il giornalista la blocca, dice che ha letto il libro e il riassunto che ne ha fatto è «per lo meno un po’ rapido» e allora lei prende il foglietto e legge i passi incriminati, il giornalista cerca di dirle che lui parla di fantasie ma voilà, la situazione esplode: tutti a chiedere conto a Mitterrand di questo romanzo e di quel che c’è scritto.

Il FN chiede le dimissioni e pure il portavoce del PS, Benoît Hamon. Ed è a questo punto che il ministro Mitterrand interviene al telegiornale delle 20 su TF1 e risponde alle domande di Laurence Ferrari, fate conto Maria Luisa Busi con del carisma, che lo incalza: Sì, dice, ho avuto rapporti a pagamento in Thailandia e quello che ho commesso è contro la dignità umana. Ho commesso un errore, forse, ma non un crimine perché sono sempre stato con uomini della mia età o, al massimo, di cinque anni più giovani. Quello che si sta facendo è confondere pedofilia e omosessualità, ed è profondamente sbagliato. Quindi condanna il turismo sessuale, «une honte», e precisa che nel libro racconta una storia dolorosa, che solo in parte risponde alla sua vita ma che non c’è alcun intento apologetico.

Si scopre, poi, che la citazione della Le Pen era sbagliata e che nel libro non si parlava di “petit garçon” ma di “garçon”. Insomma, mentre le vendite della Mauvaise vie si impennano nuovamente, la polemica si rivela fondata sul nulla e se da una parte non sorprende che il Front National ci abbia sguazzato, i socialisti si trovano in colossale imbarazzo. Gli intellettuali sostengono in ministro e si scandalizzano per un PS al traino dei fascisti del FN, schiavo di automatismi preistorici, di omofobia nascosta, «forse anche di vendetta», dice Mitterrand.

Tutto si è sopito, quindi, e Frédéric Mitterrand dorme tranquillo da qualche settimana. Fino a stasera, però, perché in questo coro di critiche vorrei cercare l’assolo: pure io voglio le dimissioni del ministro della Cultura Frédéric Mitterrand. Vedete, i cessi della BnF sono molto, molto più sporchi e puzzolenti dell’anno scorso. Oggi non solo era praticamente impossibile resistere all’odore, ma c’erano anche laghetti per terra e carta igienica ovunque. Chiedo che il ministro prenda atto della situazione e si dimetta.

O investa in deodoranti.

Proprio ora su France 2 stanno mostrando Mitterrand che inaugura l’anno di Chopin raccontando barzellette…

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6 pensieri su “Vita e vicende Frédéric Mitterrand, ministro della Cultura (di cui, tra l’altro, chiedo le dimissioni)

  1. Mi associo alle richieste di dimissioni. Anche se sono convinto che i nostri sapientissimi colleghi potrebbero fare qualche sforzo per evitare di pisciare fuori dal vaso.

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