X Facteur, primo (e ultimo) tentativo di live blogging postumo

Come promesso, una sintesi su X Factor France, perché voi possiate apprezzare le differenze con la versione italiana. E’ il primo e ultimo tentativo di live blogging postumo, state tranquilli. Ma tentiamo, almeno una volta, di essere precisi e procediamo per ordine:

I Capitolo, Della conduzione

Alexandre Devoise
È una specie di incrocio tra Amadeus e Carlo Conti, ma più sfigato di entrambi. È sostanzialmente assente dal programma, non si vede mai, non parla mai, dice sostanzialmente solo Stop al televoto. In pratica fa come Facchinetti all’inizio della prima edizione.

II Capitolo, Della giuria

Marc Cerrone, Groupe
Da leggersi Serròn e non Cerrone. Alcuni di voi lo ricorderanno, perché trent’anni fa era il re della disco française, ha venduto – dicono loro – 30 milioni di dischi in tutto il mondo ma, soprattutto, mi sta sul cazzo. Spaccone, arrogante, nel quotidiano diceva un putain ogni due parole ma, soprattutto, mi sta sul cazzo.

Julie Zenatti, – 25 ans
Nasce a teatro, cantando Fiordaliso in Nôtre Dame di Richard (che qui si chiama così!) Coccianté. Carina, talmente giovane che mi pare un insulto, cerca di fare commenti tecnici ma risulta leziosa come una francese. Ho deciso che la odio.

Alain Lanty, + 25 ans
È stato eletto il mio giurato preferito, sembra un po’ Pippo ed è infatti molto, troppo buono. Bretone, pianista, ha selezionato tre cantanti sfigati per non farli soffrire, che già tanto avevano sofferto. Proprio per questo (e per il fatto che Cerrone lo punzecchia sempre) io tiferò per lui.

III Capitolo, Dei concorrenti – ahimé –

Character Soul, Groupe
It’s raining men

Ballettano ma stonano tutto, proprio tutto. Cerrone che le guarda sembra Berlusconi con una diciassettenne. Qui nel gruppo d’ascolto di Quattrofaggi c’è chi ne salva una, ma io no.

Guillaume, – 25 ans
J’te mentirais

Sono due settimane che dico che vince. E’ belga, sembra un boscaiolo grunge e Julie Zenatti – che lo guarda adorante e che se lo farebbe dans l’huile fremissant – gli fa cantare Patric Bruel, cosa che secondo gli altri giurati è azzardata. E’ di una noia mortale, una specie di Matteo Beccucci con l’aggravante che ha solo 22 anni. Forse non vince, sapete?

Annie, + 25 ans
The winner takes it all

È il primo caso umano di Alain Lanty. Ha 45 anni ma a vederla ne butteremmo là una dozzina di più. È anche un po’ oltre il peso forma. Ed è di Marsiglia. E fa la badante. Come se non bastasse la voce è imperfetta e la Zenatti, che è acida, la desteta, mentre Cerrone la ignora, visto che è una delle due persone al mondo che non si farebbe.

Basilic, Groupe
Don’t Stop Me Now

Ve li farei vedere: un capellone sfigato, un banale belloccio, una gothic lolita stonata (che Cerrone tratta come Magica Trippy) e uno che neanche mi ricordo chi sia. E ognuno canta per i cazzi propri. Malgrado il nome, che evoca ligustici ricordi, sono i miei candidati alla eliminazione.

Cyrielle, – 25 ans
I kissed a girl
Assomiglia in modo imbarazzante a Liza Minnelli. Di viso intendo. Ecco: è la versione lesbo stonata di Liza Minnelli. Però convince, sta sul palco e fa il suo lavoro. Brava, dai…

Cécile, + 25 ans
Tu n’es plus là

Ho cercato di sintetizzare tutti in due frasi ma, per lei, concedetemi una eccezione. È di una sfiga inarrivabile, la più sfigata mai apparsa su uno schermo televisivo. Non sa cantare, purtroppo. È vestita come Dorothy, ma in marrone scamosciato e ci si chiede dove siano gli amici in questi momenti. A casa a ridere di lei, almeno coloro che si ricordano il suo nome. Come se non bastasse, Cécile fa l’insegnante e si è licenziata per inseguire il suo sogno, X Factor. Inutile dire che è lei l’altra cosa che Cerrone non si farebbe.

Gauthier Dymon & Flo, Groupe
Vous les femmes

Maghi dell’understatement o – come dice Cerrone – del décalage: non esultano e ai provini portano la canzone dei Ghostbusters. Però hanno il carisma di una dinamo arrugginita, quindi sono i miei candidati all’eliminazione.

Marie, – 25 ans
Without you
Ha diciassette anni, sta sul palco impalata, a gambe larghe e strilla Canlìììììììììììììììììì. Secondo me è Bridget Jones al karaoke, ma c’è chi la difende.

Sébastien, + 25 ans
L’envie d’aimer
Se la crede talmente tanto che sembra in un talent italiano (apprezzate l’allitterazione?). Ai provini ha portato Caruso e qui, a detta di tutti, sta imitando Daniel Lévi. Se solo sapessi chi è, vi direi se hanno ragione.

IV Capitolo, Del televoto e del giudizio finale

Il televoto manda al ballottaggio Cyrielle, che tra un po’ piange, e Cécile, che reagisce con la faccia che farebbe Dorothy alla fermata dell’autobus. Cerrone e la Zenatti rimandano Cécile a Nancy, Alain Lanty è un po’ disturbato.

Conclusione

Beh, la forza strutturante del format è impressionante: tutto è scandito esattamente come in Italia e come ovunque, immagino. Gli stacchetti musicali, l’illuminazione. L’unica differenza evidente è la carica retorica che ricopre ogni cosa, compresa l’eliminazione di Cécile, e che in Italia sentiremmo fuori luogo.

Per il resto, se la giuria è sostanzialmente come quella italiana, i concorrenti sono molto, molto più scadenti. Ma forse sono le canzoni francesi che rendono tutto assai più loffio, chi lo sa…

Conclusione apologetica
Volevo scrivere un post sul Vangelo di Maria, per raccontare alla Santanché che Giuseppe si era sposato Maria quando lei era una bambina e che di quella cultura là parliamo. Però da una parte non volevo togliere il mestiere a lei e dall’altra… beh, mi hanno bruciato. Quindi, per oggi, vi tocca X Factor.

Bah…

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4 pensieri su “X Facteur, primo (e ultimo) tentativo di live blogging postumo

  1. La Sua dedizione andrebbe premiata, M. Suì. Non so come, ma andrebbe premiata.
    Commovente.

    Guillaume, Annie, Marie, Sebastien: da qui esce la *nuova* popstar francese dal 3% di share.

  2. malata mi imbatto oggi nella replica e resto sconvolta dall’atmosfera suicidio del programma in generale: ma mi viene da pensare che la musica francese sia tutta cosi, non so. Insomma nella versione italiana ogni tanto qualcuno ride e lo studio è meno lugubre.
    Mi sa che tifo per il boscaiolo belga, suvvia.

    1. mah, non è tanto lo studio ad essere lugubre… è che si prendono infinitamente sul serio! Bah, io tengo per Alain Lanty però ha dei concorrenti così scadenti che brrr… forse tengo per Cyrielle, non fosse altro per il nome bislacco…

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