Dal retro di un Doblò, che sfreccia lungo la Senna. Mentre l’ossigeno finisce

Voi non ci crederete ma vi sto scrivendo dal retro di un Fiat Doblò, accucciato. C’è ancora un po’ d’ossigeno e, visto che non hanno ben chiuso la porta, c’è pure la luce. È un po’ come in un film americano, non trovate? Se lo fosse davvero, un film, al primo semaforo o a quello che crederei un semaforo, visto che non ci sono finestrini e non vedo niente, forzerei la porta, mi butterei a terra e rotolerei nella Senna nuotando a pelo d’acqua verso la salvezza, meditando una vendetta atroce. Visto che questa è la vita vera, e visto che io sono suibhne e non Matt Damon, tra un quarto d’ora scenderò all’Ikea e comprerò un billy.

Tra l’altro l’interno del Doblò è ricoperto di legno e profuma di sauna finlandese. Però non inspiro troppo, potrebbe mancarmi l’aria…

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5 pensieri su “Dal retro di un Doblò, che sfreccia lungo la Senna. Mentre l’ossigeno finisce

  1. 😐

    Giusto per sapere: quando in macchina avrete anche i pezzi di un Billy, oltre che un viaggiatore abusivo nascosto nel retro, in che modo contate di tornare a casa?
    Potresti aggrapparti saldamente al Billy e viaggiare issato sul tettuccio 😛

  2. Il Billy fatto a pezzi va poi insacchettato in bustoni neri e fatto colare a picco, un sacchetto alla volta, nella Senna. Ti suggerisco il Pont Neuf: c’è sempre gente strana, non se ne accorgerà nessuno. Occhio alle Vedettes, però…

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