Quante cose al mondo puoi fare… ovvero: Italianità

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Nella contemporanea cattedrale gotica (Centro Commerciale) è estranea al “New Order” come lo era il culto di Mitra all’epoca del cristianesimo secolarizzato; spicca come una Citroën Ami 6 al Motorshow; c’entra come Tura Satana e Wallpaper.

La Cedrata Tassoni non aggredisce “il consumatore” con packaging cangiante e seducente, non adesca con Porsche Boxter e isole tropicali, non promette eterna giovinezza e nemmeno nuove sensazioni; non si pone come tramite per una arcadia di genuinità; non vuole elevarsi a concetto né a oggetto di culto.

Se ne sta lì, nella sua bottiglietta cilindrica da 20 cl, dalla texture rugosa a suggerire al tatto la sensazione di una buccia di cedro, con il suo inquietante contenuto giallo fosforescente.

Il nome, l’indirizzo, la data di scadenza e gli ingredienti sono tutti scritti sul tappo, verde su giallo.

Niente etichetta dunque: nata minimal, inopinatamente nuda, nacked si direbbe oggidì.

Tuttavia non si confonde con i prodotti concorrenti nello scaffale grondante splendide lattine, sinuose bottigliette in pet e bombe energetiche liquide per il ragionere in vena di record. Forse un turista potrebbe restare interdetto  tra la scelta di un’anonima spuma al sapore di cedro e la nostra 20cl, ma un qualsiasi italiano no, no di certo.

La Cedrata Tassoni è parte del dna patrio a pieno diritto: nasce a Brescia, nella nebbiosa Lombardia con materia di base prelevata dagli agrumeti del sud, ed è consumata in tutta Italia, senza distinzioni di classe, politiche o generazionali.

Incredibile, no? Una bibita di nicchia che viene consumata da tutti i censi della popolazione italiana e che appena fuori dall’Italia non la si trova più.

E con l’arrivo della bella stagione state pur certi che in orario preserale, puntuale come un monsone farà capolino in TV lo spot della Cedrata Tassoni: con la Mina nazionale che canta; tale e quale da quando c’era il Carosello e gli “spot” si chiamavano “reclame”. Non stufa e non ossessiona, al contrario dei gingle ossessivi e globali del cola-beverone a stelle e strisce.

Questo è il valore aggiunto della Cedrata Tassoni, il potersi abbandonare al refrigerio estivo senza implicazioni e sensi di colpa. Non richiede l’immedesimarsi in qualcun altro o in un altro dove, ed in questo il testo dello spot era profetico: “Quante cose al mondo puoi fare, costruire, inventare… ma trova un minuto per me”, ed avere un minuto per bersi una cedrata è qualcosa di speciale, basta sapersi accontentare.

Franz Fiorentino

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Italianità
a cura di Giulio Iachetti

Per i commenti originali, vedere qui

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