Ti odio e poi ti amo e poi ti odio e poi ti amo e poi: Suibhne e la burocrazia transalpina

Il mio rapporto con lo stato francese, nella figura del municipio di Parigi, sta iniziando sulle note delle reciproca diffidenza. Diciamoci la verità, siamo un po’ simili, noi e l’amministrazione di laggiù: crediamo che il mondo sia stato creato per darci fastidio, ci consideriamo la miglior scelta possibile e proviamo un istintivo fastidio quando qualcuno ci rivolge la parola. Inoltre, come scoprirete presto, non amiamo rispondere alle mail.

Ricorderete i problemi che avevano caratterizzato la domanda che mi porterà a Parigi tra un mese e mezzo, non sapete tutto quello che è successo dopo. Qualche giorno prima della pubblicazione delle graduatorie, mi arriva una mail lapidaria di una incaricata della mairie che si chiama come la strega cattiva dei Masters: manca un documento, monsieur, e se non ce lo invia entro pochissime ore la sua domanda sarà cassata. Brutalmente cassata, dico io. Nel panico chiamo Siena, dove una pigra dipendente fa il suo lavoro con solerzia e nel giro di poco mi arriva il documento che traduco e rinvio alla strega cattiva, la quale non mi risponde.

Niente, pare scomparsa e non risponde alle mail. Cerco in rete il numero di telefono, che non esiste, chiamo il ministero della ricerca che mi insulta e dice che ho sbagliato numero. Niente.

La strega cattiva rispunta fuori a metà giugno, per darmi – senza alcun commento che non fosse felicitations – la notizia che ormai sapete e che pacifica l’inquietudine da Et maintenant que vais-je faire? Aggiunge solo una frase che appare normale a tutti ma che angoscia il sottoscritto: è necessario confermare che accettate la borsa ENTRO pochissimi giorni e dovete farlo sia voi che il vostro département d’accueil. Io rispondo grato, immantinente, scrivo alla professoressa per darle la notizia e invitarla a scrivere e lei mi risponde che è felicissssssima dall’idea di lavorare con me e che aspetta a settembre il mio dossier de recherche. Dalla strega cattiva niente. Neanche un “ah, bravo… grazie per la mail”. Niente.

Voi capite, io mi sono agitato. Ho riletto cinque volte la mail e ho scoperto che, come per miracolo, era comparso un numero di telefono, sotto la firma della strega cattiva. Che avreste fatto voi? io ho chiamato, da ansioso. Ecco com’è andata la telefonata:

Suibhne: Sì, buongiorno… vorrei parlare con La Strega Cattiva
Strega Cattiva
: Sono proprio io
Suibhne
: Buongiorno, sono il dottor Suibhne, la chiamo dall’Italia, bla bla bla, volevo sapere se ha ricevuto la mia conferma visto che…
Strega Cattiva: Ecoutez, monsieur, lo sapete quanto lavoro ho da fare io? nella mail che vi ho spedito c’era scritto che l’avremmo contattata noi e allora perché chiama? mica posso rispondere a settanta persone, sapete? Come vi chiamate?
Suibhne: No, no, ma capisco… Suibhne…
Strega Cattiva: Sì, sì, non vi agitate… ho qui la sua conferma, anche quella della professoressa di cui storpia il nome… va tutto bene
Suibhne: Grazie, mi scusi, arrivederci…
Strega Cattiva: Sì.

Capito, la stronza? Un paio di giorni dopo mi arriva una mail che mi comunica che con la Strega Cattiva non avrò mai più niente a che fare e che sono stato sbolognato al BACE, che è un Ufficio comunale per l’accoglienza dei ricercatori stranieri. Pensate al vostro comune. Pensate a un ufficio per l’accoglienza dei ricercatori stranieri. Sembra strano, eh? Ad ogni modo, mi sbolognano a una persona che mi scrive pochissimo tempo dopo per presentarsi e per chiedermi se ho bisogno di qualcosa. Non me lo chiede, però, come Vito Corleone ma come una persona pagata per darmi una mano e io le (dopo lunghi studi filologici sul suo nome di battesimo, ho scoperto che è femmina solo perché si firma M.lle, cosa che la qualifica, ai miei occhi, come una anziana signora dedita al suo lavoro e che non si è mai sposata, chissà perché) sono grato. Mi serve una casa, una assicurazione, un conto in banca? ci pensa lei, che mi ricorda anche di portare il biglietto dell’aereo perché me lo rimborserà! Le ho risposto che è molto gentile e che la ringrazio e che in effetti vorrei sapere questo questo questo.

Niente, nessuna risposta.

Oggi, però, ho ricevuto una mail da M.lle. Dice che va in vacanza dal 25 luglio al 15 agosto e mi saluta. Ora, come faccio a dirle che voglio informazioni, non diventare suo amico e tantomeno tramutarla in Mme?

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