I duecentomila nomi con cui invocarti

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Conosco a memoria i sonetti di Shakespeare e i silenzi di Emily Dickinson, Saffo la potrei recitare al contrario, ho letto Proust in un’estate senza di te, Rimbaud e Verlaine nelle domeniche in cui non ci sei, ho studiato Platone, aspettandoti e conosco Freud, Jung e Hillman, so di tanto altro amore scritto e cantato, so dell’anima e dei suoi contrari, un’immensa biblioteca  allestita per te, tutta una vita a preparare queste stanze piene di frasi d’amore per noi, a girarci dentro, a studiare i duecentomila nomi con cui invocarti. E tu vuoi che io ti chiami «troia»

Se non fosse che a volte penso che alla fine hai ragione tu.

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Giancarlo Pastore
Io non so chi sei

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