Derthona ovvero: Autolinee urbane in interregionale

Ci sono quattro ragazze che salgono a Pavia e scenderanno a Voghera. Si siedono davanti a me: una pesante, una invidiosa, una idiota, una normale.

Invidiosa: Ma cosa hai fatto? ti sei messa il rimmel?
Normale: Oddio perché? mi è colato?
Invidiosa: No, ma hai le ciglia così strane…

L’idiota arriva dal bagno e non trova le amiche, poi le trova e ride. Ridono tutte.

Idiota: Oh, che paura, cavolo! sono andata in bagno, no? Mi sono chiusa perché ho fatto la pipì, poi mi sono asciugata e faccio per uscire e non si apre! Dio guarda una paura! avevo già in mano il telefono per chiamare…
Pesante
: Sì ma chi chiamavi, scusa?
Idiota
: beh, voi… una di voi così cercavate un controllore un qualcosa… poi ho girato la rotella e sono uscita….

E ridono, nel frattempo l’invidiosa mi dà degli impercettibili e molto fastidiosi calcetti al piede.

Normale: fammi vedere le unghie?

Esibisce dieci unghie lunghe, squadrate con ghirigori neri su sfondo bianco vagamente henée.

Invidiosa: Nooo… guarda ora le rifaccio… ho visto delle unghie in vetrina troppo belle… c’erano dei fiori bianchi sopra e poi tutto un filino verde fino alla base dell’unghia…
Normale: Dai… ma sono tutte tue le unghie?
Invidiosa: Sì, tranne questa qui che non reggeva…

Penso a torturatori nazisti che strappano le unghie ai partigiani, penso a quanto è stronzo Spike Lee e immagino che non c’entri nulla con le lunghie dell’Inivdiosa. Poi la pesante le mostra un foglio in cui ha stampato tutti gli orari dei regionali Pavia – Voghera, riempiendola di ammirazione.

A Voghera scende chiunque, resto io, una che cambierà treno a Novi Ligure per andare chissà dove e che il 9 inizia ad andare in un laboratorio per la tesi di laurea “Di ambito clinico, preferisco” dice alla mamma al telefono. Starà una ventina di giorni “dietro a una dottoressa” e poi sceglieranno l’argomento. Sta leggendo con attenzione Il dottor Jeckyll e mr Hyde in edizione San Paolo – Famiglia Cristiana.

Tortona, stazione di Tortona. Mio cugino ci si è trasferito, sassi dal cavalcavia, un gruppo di ragazzi hippoppeggia su una panchina di pietra, tra cui un adolescente nero con cappellino di traverso che salta e dice cose molto black e penso che se Tortona fosse tra – che ne so – Chicago e Milwaukee sarebbe tutto meno straniante, forse, o forse è solo una nostra idea. E mi dico che magari negli stati uniti c’è pure una città che si chiama Derthona, non sarebbe mica strano. Derthona, West Virginia, mi piacerebbe, o Dethona, Alabama. Mi riprometto di guardare su wikipedia appena tornato a casa. E’ salita una ragazza profumata di Hip Hop, nel senso degli orologi che andavano di moda quando ero bambino io e che io volevo ma che avevo solo taroccato e non profumava ma puzzava di gomma, mentre la mia amica Laura, in campagna, ne aveva uno verde acqua che profumava di questa ragazza che è salita qui a Tortona e penso che Gianluca Nicoletti dice che questo mondo ha ucciso e mortificato l’olfatto ma che se uno lo sa usare e non si scandalizza può ancora capire tante cose, col naso.

Per i commenti “originali”, vedere qui

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