Luoghi comuni

Piglio al volo il mio autobus e mi siedo. Alla fermata successiva sale un tipo, i quelli che sono a metà della loro trentina, sono molto mal vestiti e molto poco curati, di quelli che hanno sempre troppi pacchi e che si vede che vogliono attaccar bottone. Io faccio il disinteressato e, fortunatamente, si mette a tormentare un altro:

Ma non è possibile, guardi… Questi stanno a parlare di cose che non interessano a nessuno, di riforme… Invece di parlare dei problemi della gente! Del lavoro che non c’è, degli affitti che aumentano, del potere d’acquisto, tutto costa sempre di più… e quelli che fanno? discutono, litigano, negoziano… e quelli del Nord che si lamentano di tutto e che non gli va mai bene niente… ma che si separino allora! che si separino, per vivere così! I politici… Quanto prendono, ventimila euro al mese? e per fare cosa? Ma lo sa che il nostro è il paese con il maggior numero di ministri in Europa? ci ridono tutti dietro, guardi, ci ridono dietro… Lei di dove è? Del Sud anche lei? Beh, non c’è lavoro, vero? Ah, è di Mons! è bello là…

Mons? In quel momento mi rendo conto di non essere su un autobus in una qualsiasi città italiana ma su un tram a Bruxelles e mi dico che i luoghi comuni sono così comuni, a volte, da far spavento.

Per i commenti “originali”, vedere qui

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