L’azzurro che c’è lassù, in una mattina di Parigi

Un anno fa, questa sera, ero con lui, che si era messo una maglietta della DDR perché avevamo sì vinto con la Germania, ma la Germania restava un Grande Paese, poi ero con lui, che ora in Germania ci abita e all’epoca non sapeva neppure se ci sarebbe andato, mentre faceva uno splendido assolo vocale di chitarra di Azzurro, davanti al Bigo,. C’era lei, che non ha un blog ma che ci ha offerto la casa, alle quattro di mattina, dove abbiamo mangiato gli spaghetti sotto un tricolore che neppure in una pubblicità della Barilla, c’era lei, con una regolamentare maglietta dell’Italia che avrebbe avuto una stella in meno, a una certa ora, c’era lui, che non aggiorna il blog da decenni ma che è quello con la maglietta arancione in questa foto senza voce, c’era anche lei, che un blog non lo ha ma che all’epoca parlava solo di Toni anche stando con lui, e c’era lei, che ha portato una scatola di Chipster che è stata la nostra cena, quella sera, e i cui residui erano ancora nella mia piccola, scalcinata Opel Corsa Rossa, quando l’ho rottamata a gennaio.

Lui invece non c’era, perché non sia sceso a Genova non me lo ricordo, lei compiva gli anni (tanti auguri, tra l’altro, non ho soldi per mandarti un sms!) e festeggiava in casa con lui e un po’ si è offesa perché noi non c’eravamo, lui non c’era, fortunatamente, perché quando guardiamo le partite insieme finisce sempre con un pareggio: (Italia – USA a casa di lei, che neppure lei c’era per motivi scaramantici, e Italia – Australia da Sieben, è bastato che se ne andasse per prendere il treno perché ci fosse il rigore di Totti), lei, c’era, ma l’ho incontrata per caso, c’era lui con un suo amico, prima di partire per l’Islanda, ma li abbiamo persi nella folla.

E’ stata una notte strana, da spot della Cinquecento, della Peroni o della Barilla. Però sono cose che servono e che è molto bello ricordare. Almeno facilitano l’idea che tra paurosamente pochi giorni tornerò in Italia.

Un anno fa Zidane segnava su rigore non è gol! si, è gol, poi Materazzi e siamo ancora vivi, traverse e cuori in gola, Zidane tira la testata e se ne va giustamente sotto la doccia, sotto la doccia, sotto la doccia, poi i rigori e diosanto noi ai rigori facciamo pena, però se uno poi pensa alla statistica e che cazzo pensi alla statistica, non è che se Brasile – Botswana giocano dieci volte, il Botswana ne vince cinque… Pirlo, OK, Wiltord, lo stronzo… Materazzi, cazzomaterazzi… sì! Trezeguet…. chissà quanti gliene ha presi Buffon in allenamento… lo conosci… lo conosci… non è gol non è gol non è gol… non è gol, e mica è sempre Natale, De Rossi, manco sapevo che esistessi, prima, ma grazie De Rossi, perfetto… Abidal, gol… Del Piero, cazzodelpiero… no, delpiero… oddio delpiero… sìììììì, cazzo dai che… cazzo… facci cantare Buffon, facci cantare… Sagnol, humm… Fabio Grosso, ma perché tira Grosso? ma se segnamo questo abbiamo vinto, no? taci, che non si dice prima… Fabio Grosso…

Che caldo che faceva, quella sera, e c’era una umidità da tropici. Oggi, qui a Parigi, non fa caldo, e chissà com’è il tempo nei vari luoghi in cui ci siamo sparsi, un anno dopo. Però qui il cielo è di un azzurro intenso.

Campioni del mondo, che voglia dire qualcosa o no.

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