E c’ero io.
Oggi con la classe degli avanzati finiremo di leggere Io non ho paura , di Niccolò Ammaniti. Sono tutte entusiaste e lo sono anche io, che sto proprio ora finendo di rileggerlo pensando che sì, è proprio un libro perfetto per far capire qualcosa dell’Italia.
Dell’Italia di stamattina e oggi pomeriggio, non di ieri, dell’altro ieri o del secolo che fu. Hanno sentito Nata sotto il segno dei pesci di Venditti, abbiamo parlato di Basaglia e di Subbuteo, hanno visto una intervista del 1975 a un padre ciociaro che diceva a Comencini che beh sì, lui lo bastonava suo figlio, ne hanno visto un’altra in cui sempre Comencini scopriva, mentre lavorava a nove anni da un carrozziere, quello che poi avrebbe fatto Lucignolo in Pinocchio, hanno visto Supergulp! e Tex e anche la liberazione di Cesare Casella. E ho raccontato di quando ero bambino e avevo paura dei sequestri, perché i bambini li sequestravano quando ero bambino, e loro non lo sapevano e credevano che il libro Io non ho paura fosse tutto di fantasia. E ho raccontato dell’Aspromonte, dei ministri degli interni, degli anni Settanta che diventavano Ottanta (e degli Ottanta che sarebbero diventati Novanta, poi Duemila e poi e poi). Ed erano sorprese, interessate, curiose, divertite, toccate a seconda, ma non erano indifferenti.
Ad ogni modo, io non so se sia la settimana santa incipiente, se sia un segno, se sia l’emozione del libro, se sia suggestione o se non sia vero ma la matita che sto usando per annotare le ultime pagine del libro emana odore d’incenso.
Possibile?







Da quello che leggo qui sopra, credo che lei sia un ottimo insegnante, dr Possà…
Ciao!
PS
E per quest’anno, basta complimenti. Il Jolly me lo sono giocato adesso
beh dai, va bene uguale
Mi sa che le tue lezioni son proprio belle.
non lo so, ma quando mi entusiasmo sì
Ma che bella soddisfazione riuscire a trasmettere tutto questo! E dalle reazioni che descrivi sembra proprio che tu ci sia riuscito. Insieme ad Ammaniti, certo
beh dai, io facevo le note a margine
Bello davvero. Ho cosi’ tanto amato quel libro, e un po’ mi sorprende sapere che riesce ad essere ben compreso anche da chi sta imparando la nostra lingua.
Ricordo benissimo, purtroppo, il clima che si respirava alla fine degli anni ’70. Ero una bambina e ho conosciuto prima i sequestri politici degli anni di piombo, e poi quelli a scopo di estorsione (o entrambi…). Si’, i bambini li rapivano. Emanuela Orlandi, Cesare Casella. Un periodo orribile.
Sai che mi sono QUASI commosso leggendoti
no dai, mi pare esagerato…
il sequestro della figlia di Carrera mi aveva scioccata, la maestra ci aveva fatto fare un tema…
mi accodo ai complimenti, voglio venire a seguire una tua lezione!
beh però prima devi fare un test di livello linguistico, non è che si entra nei corsi così…
Sei bravo, spero che i tuoi studenti si rendano conto di quanto sono fortunati ad avere un insegnante come te, che riesci a trasmettere così tanto. E poi la battuta finale mi ha fatto tanto ridere! Ciao ciao.
beh grazie… ma magari è una percezione mia e loro si annoiano e non imparano niente, chi lo sa… però grazie
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