L’amara verità sul doppiaggio italiano (e Friends francesi)
Avete presente quella storia per cui “Ah, i doppiatori italiani sono i più bravi del mondo”? Avete presente quella cosa per cui se vedi un film doppiato in qualsiasi lingua che non sia l’italiano dici “Oddio… certo, noi doppiamo tutto, ma almeno non doppiano così male!”. Bene, ho il sospetto che non sia una verità così indiscutibile.
Ieri parlavo con una studentessa e le dicevo la mia tristezza per essere capitato per sbaglio in una sala in cui trasmettevano un film americano doppiato in francese. Lei mi ha detto “Ah, mio dio! ma come si fa a doppiare i film! Meno male che sto a Parigi perché in province al cinema danno solo film doppiati… Che poi vabbé, almeno i doppiatori francesi sono bravissimi, non come quelli italiani…” Ho avuto lo scatto guarda-ciccia-che-noi-abbiamo-inventato-il-Rinascimento (avete presente che tipo di scatto è, no?) e ho detto quel che si dice in questi casi, cioè che 1) i doppiatori italiani bla bla bla e 2) Ferruccio Amendola che non era solo il Vernel e 3) Giancarlo Giannini all’Overlook e – anche – 4) Tina Lattanzi gemente, birignante e sospirante. Lei mi ha guardato sorpresa e mi ha detto: “Ma se nei doppiaggi italiani la bocca va da una parte e la voce dall’altra!” Ma come! la famiglia Izzo queste cose non le fa! E poi mi dice: “Una volta ho visto Friends in italiano… delle voci assurde, non facevano neanche ridere!” Che è quello che ho pensato io vedendo Friends in francese.
Tutto questo porta alle necessarie conclusioni che il buon doppiaggio è nell’occhio e nell’orecchio di chi guarda un film e, soprattutto, che i doppiaggi fanno sempre cagare, cosa che appare in tutta la sua ovvietà soprattutto ai non madrelingua.
Detto questo – non per fare il tignoso, eh – vi metto l’inizio del primo episodio di Friends in francese, un reperto dell’epoca in cui ci si faceva la riga in mezzo, i telefilm si guardavano su Rai Tre in preserale e ovviamente doppiati perché internet non esisteva e ancor meno esisteva ITASA (anzi, mi sa che qualcuno dei traduttori di Itasa erano appena nati quel 23 giugno 1997 quando capitai per caso su Rai Tre e tutto cambiò). Vi faccio notare che noi sbaglieremo a dire Fébe, però loro dicono Rascèl, Fibì, Sciandleur, Sgioì e – vabbè - Monicà.
Io gliel’ho detto, alla discente, che Rascèl è assurdo e lei mi ha risposto che tra la pronuncia Rascel alla francese e Rachel all’inglese non ci sono differenze. Appunto, bisogna avere orecchio.







nella traduzione di questo post in Francese devo mantenere il “guarda-ciccia-che-noi-abbiamo-inventato-il-Rinascimento” o vado col parallelo “on a fait-la-Révolution-salaud” per comunicare il significato intrinseco?
refuso in saloud, dovuto al correttore francese?!?
dovrai tradurre “on-a-inventé-le-Rinascimento” (en italien dans le texte)
Io ho sempre pensato che il doppiaggio italiano fosse sovrastimato, così come il caffè espresso. È solo una questione di abitudine: ogni scarrafone è bello a mamma sua.
Ma nell’esempio che riporti non mi sembra che il doppiaggio francese sia così attento al lip-sync.
no, ma infatti è perché chaque blatte…
però ricordo che il doppiaggio slovacco di Fantozzi era ancora più straniante
I migliori sono i russi e gli ex-sovietici. In pratica abbassano il volume della lingua originale (che si sente sullo sfondo) e ci registrano sopra una specie di commento-traduzione-sintesi. Non ho mai capito come facciano a seguire.
beh riescono a seguire perché i compagni sovietici hanno inventato il multitasking!
Beh, che i francesi siano sempre stati dei pessimi doppiatori è conclamato e la tua discente è una povera pazza. Detto questo, ormai anche i doppiatori italiani sono diventati dei cani ed è finita l’epoca dorata di Mario Maldesi. Sarà anche dovuto al fenomeno itasa, ma ormai le serie tv americane in italiano sono peggiori di quelle in francese. Tra le altre cose, qualcuno mi sa dire perché Meredith Grey, in italiano, ha la voce di una quindicenne (stupida)?
guarda, tu hai toccato la voce doppiatrice che odio di più al mondo, vale a dire Giuppy Izzo, sorella di Simona Izzo, figlia di Nonsochì Izzo e parente di tutti gli Izzo doppiatori, colpevole del fatto che ora non posso vedere Renée Zellweger senza volerla picchiare. La odiavo anche quando doppiava Lucy May, non so se mi spiego…
Ma come? E’ lei? Con quella vocina lì a 42 anni? C’è gente che è davvero nata per il lavoro che fa… (a onor del vero una volta vidi una puntata originale e non è che Ellen Pompeo sia tutta ‘sta grande interprete, eh…)
no scusa noi abbiamo ribattezzato Joey da Tribbiani a Triviani tanto per il gusto di e ti lamenti di Rascel ! And don’t get me even started su come la Tata da jew hardcore mi e’ diventata pecorara di frosinone !
Ricordo che seguivo Friends su France 2 (che a BG si e’ sempre presa meglio di Rai 3) e di non aver mai pensato che il doppiaggio fosse cattivo
Cmq, condivido il punto generale del post. Il doppiaggio e’ il male assoluto anche quando e’ ben fatto: appiattisce, standardizza…insomma e’ fascista
ma guarda che Joey io me lo ricordo come Tribbiani, mica come Triviani… e poi non stavo difendendo il doppiaggio italiano, stavo perplimendomi
Allora, comincio con il doppiaggio francese: orribile. C’é una componente di orribilitá dovuta alla cultura e quella é soggettiva ok, ok, non é bello ció che é bello. Ma c’é una componente assolutamente oggettiva: il doppiaggio francese stravolge il senso. Scene drammatiche sono stravolte in scene comiche (un esempio per tutti, andatevi a guardare Starsky e Hutch), spesso e volentieri l’espressione dell’attore non corrisponde all’emozione audio.
Continuo con il doppiaggio italiano. Se ci mettiamo d’impegno, siamo veramente bravi (poi perché gli sto dando del “noi” non lo so ma suona bene), ma ultimamente i doppiatori sono sempre piú deludenti (un esempio tra tutti: Tim Roth in Lie to Me. In italiano é inascoltabile). A mio modesto avviso le ragioni sono due: i doppiatori sono una setta chiusa ed esclusiva, si riproducono tra di loro e fanno nascere doppiatori con la coda di maiale (cf. cent’anni di solitudine), il doppiaggio in Italia é obbligatorio.
Amen. scusa la lungaggine
Arco: io ho visto un film polacco in quella situazione… ancora non so dirti se era un incubo o l’ho vissuta davvero quell’esperienza.
guarda, io mi sto convincendo che non è che prima i doppiaggi fossero migliori, è che noi non avevamo alternativa e non avevamo ancora scoperto la lingua originale…. chi di noi ha visto i telefilm americani anni ’70 in inglese, d’altra parte?
cmq direi che si è messo a nevicare e non potrò uscire per andare in lavanderia…
Verissimo quello che dici. Riguardavo quest’estate su Fox retro Mork e i Jeffersons, ad esempio, e non è che fossi entusiasmato dal doppiaggio, anzi.
Ha smesso di nevicare e c’è persino una scia rossa di tramonto. Ora puoi uscire a chiuderti 1 ora in launderette. (che è meglio, visto che ci sono 2 gradi).
Commento il post, anche se già di alcuni giorni fa, perché oggi (seguendo un flusso di pensieri a casaccio innescato dalla morte di Monicelli) mi è venuta in mente una questione che di solito non si sfiora quando si tratta l’argomento “doppiaggio”. Ovvero: in un sacco (ma un sacco!) di classici già l’originale è doppiato. Nei “Soliti ignoti” sono doppiati Tiberio Murgia, che era sardo e in tutta la sua carriera ha fatto il siciliano, ovviamente doppiato, e Carlo Pisacane. In “Rocco e i suoi fratelli” sono doppiati tutti: non solo Delon, la Girardot, la Paxinou e gli altri stranieri, ma anche Salvatori e la Cardinale. Eli Wallach raccontava un aneddoto divertente. Nella scena della vasca da bagno de “Il buono, il brutto, il cattivo”, che era girato in inglese, l’aggressore (una comparsa spagnola, mi pare) non era in grado di pronunciare le battute. Leone gli disse di limitarsi a contare fino a dieci, con rabbia, che poi ci avrebbero pensato col doppiaggio. Wallach concludeva: “Quando ho visto la scena, quello recitava molto meglio di me!”.
Tanto per dire che non è così ovvio che i doppiaggi facciano sempre cagare.
eh, anche Fellini faceva doppiare tutto… secondo me il doppiaggio fa cagare quando altera l’originale, ma se l’originale è doppiato allora è un elemento d’autore e lo conservo volentieri, anche perché non ci sono particolari alternative…
I doppiagi francese sono generalmente e obietivamente i migliori al mondo. Sono molto più curati e per esempio, pure Sergio Leone preferiva i doppiagi francese dei suoi film (che controlava lui stesso visto che parlava francese).
La Francia ha un mucchio di doppiatori straordinari e bisogna sapere che tanti film o telefilm hanno havuto successo per grande merito della qualita straordinaria di certi doppiagi. In Francia non esitavano a cambiare e migliorare i testi originali (senza tradirli) e farne proprie opere d’arte. Come per esempio i film di Terence Hill e Bud Spencer che sono veramente straordinari in francese.
Spesso certe star insistano per doppiarsi in francese come Jody Foster, Mira Sorvino o Jane Fonda.
I produttori americani curano molto di più le versioni francese e sanno che la Francia non sopporta doppiagi mediocri (un attore famoso come Bruce Willis non deve assolutamente cambiare voce, per esempio. Il suo doppiatore Patrick Poivet è famosissimo per questo e nessuno puo imaginare Bruce Willis parlare con un altra voce).
In Italia, sinceramente, i doppiagi sono generalmente medi. Erano molto più belli negli anni 60/70 ma anche li, la Francia aveva attori di altissimo livello per doppiare (attori di teatro come Michel Roux, attore straordinario che prestava la sua voce a Tony Curtis che non volevo nessun altro per quello. Ripeteva a tutti che preferiva la voce di Roux alla sua !).
In Francia, ci sono stato decine e decine di doppiatori star degni del grande Ferrucio Amendola. Veramente, non ci sono paragoni.
PERO, il doppiagio di Friends non e eccezionale (anche se è definitivamente migliore di quello italiano, soppratutto per Chandler doppiato dal grande Emmanuel Curtil, la voce di Jim Carrey in Francia). E generalmente, i sitcom non sono molto ben doppiati pure in Francie.
Se proprio non se ne può fare a meno, il doppiaggio francese mi sembra più fedele all’originale (per quanto riguarda film holliwoodiani recenti). Questo vale soprattutto per lo humour: spesso le battute doppiate in italiano non hanno nulla a che vedere con l’idea d’origine, e quasi sempre non sono per nulla divertenti o semplicemente non hanno alcun senso. Per non parlare della ridicola e inutile volgarità che condisce il tutto. Quello che si poteva definire ironia sottile nell’originale, diventa humour da ragazzini nella versione italiana (e.g.: si dovrebbe ridere perché qualcuno ha detto “merda”).
Mio marito è italo-svizzero (svizzera francese) e mi ha costretta a vedere parecchi film in francese con il risultato di un sano sonno rigeneratore di 2 ore. Finché si tratta di film francesi, devo dire che soprattutto l’umorismo rende meglio in lingua originale (oddio, sempre humor francese è…), ma i film italiani in francese… orrendi!!! non hanno senso le voci, non si concentrano sulla personalità! tipo Sgioì… è un attore! non può avere questa voce!!! Unica eccezione, devo dire con mio enorme stupore e forse solo perché di base è un film italo-francese con il nostro enorme e straordinario Ugo Tognazzi, “il Vizietto” o “La cage aux folles”. Se avete dimestichezza con la lingua, provate la versione francese…meravigliosa! (Mai quanto quella Italiana, ovviamente!!!!!!!) Vive l’Italie!!!!!!!!!!
PS: ma chi sono i doppiatori italiani del telefilm “L’undicesima ora”?????
Francesca, questo è vero perche i film italiani sono spesso doppiati con un budget ridicolo. Ma quando si fa sul serio, è una altra cosa. Per esempio i film di Sergio Leone (che ha suppervisato lui, parlando francese) sono le migliore versioni (secondo Sergio Leone ancora). Ma ci sono tantissimi esempi comme per esempio “Scoppone Scientifico” o “Divorzio a l’italiana” che hannon belle verzioni francesi. Ma è vero che sembra più difficile restituire i film italiani in francese che i film di lingua inglese. Lei ha parlato del Vizzieto dove Tognazzi è doppiato in francese da un grandioso attore di teatro con grande talento : Michel Roux. Pero, il vizieto si deve guardare in francese solo per Michal Serrault che non rende tanto in italiano. Di più, il Vizieto ha un testo francese all’origine scritto da Jean Poiret. Altri esempi : i film di Don Camillo si deveno guardare in francese solo per Fernandel anche se le versioni italiane restano di grande qualita communque e che i film sono in Italia. Communque, si deve dire che sia le versioni italiane, sia le versioni francese erano migliore nel passato. Ma le versioni francese continuano ad essere molto più curate delle italiane che si sono perse alla meta degli anni 70.
Usate sottotitoli… NON ROVINATE I FILM !!! Manca che vengono doppiati i canzoni. Che vergogna !!!