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Una mail un po’ cretina, il carcere e la libertà di stampa, in Francia

31 ottobre 2010

Devo dire che la Destra francese, nell’ultimo mese, ha inanellato una serie di lapsus che Freud andrebbe in brodo di giuggiole. L’ultimo è il ministro della Difesa e leader – per quanto si può essere leader di una cosa così – del Nouveau Centre (scissione a destra della fu UDF) Hervé Morin, che ha confuso concitoyens, concittadini, e cons, coglioni, dichiarando che: «E’ difficile spiegare a dei co… ai dei coglio… a degli uomini e delle donne» che per difendere la loro sicurezza bisogna combattere a migliaia di chilometri di distanza da loro, in Afghanistan. E’ vero che questo lapsus pare più nell’orecchio di chi ascolta che nelle parole di Morin, più simile a Stefano Filipponi che a Marcello Dell’Utri.

Il penultimo è l’odioso e odiabile Brice Hortefeux, fascistello ministro degli Interni, che ha spiegato l’importanza di avere uno schedario per le impronte genetiques e uno per le impronte genitales, confondendo genitali e digitali, che può far pensare a un cortocircuito pascoliano ma anche a una immensa dildoteca, con riproduzioni in gesso di peni immigrati.

La prima e la più gloriosa, anche perché viviamo in un mondo maschilista e se una donna sbaglia ci si dà molto più di gomito, fu Rachida Dati, ex ministro della Giustizia, ex astro nascente della Destra sarkozysta, simbolo incarnato dell’immigrazione che va al governo (anche se con razzisti e fascisti) e ormai relegata al Parlamento Europeo perché troppo impopolare e a Sarkozy non va. Ad ogni modo, in una celeberrima intervista, l’onorevole Rachida Dati ha confuso inflation e fellation, vale a dire quel che capite:

rachida dati parlamento europeoEcco, se tutto si fermasse qui, questo sarebbe un post ridanciano di fine ottobre (e di metà trasloco) e io non l’avrei mai scritto. Invece, alla luce di quanto è accaduto l’altra sera, diventa tutto piuttosto sinistro e scappa la voglia di ridere. Qualche giorno fa un disoccupato quarantenne del ridente paesino di Bourg-de-Péage, nel dipartimento della Drôme (cioè qui, vale a dire dalle parti del fu Delfinato), decide di fare il simpatico e manda una mail alla casella postale di Rachida Dati al Parlamento Europeo chiedendole di fargli una inflation. Immaginiamo che poi abbia sghignazzato abbondantemente e si sia messo a dormire soddisfatto come un berlusconi qualsiasi. Qualche giorno dopo, all’alba, il simpatico disoccupato sente bussare alla porta e trova la polizia che lo arresta, lo porta a Valence imputandogli il reato di outrage à personne chargée d’une fonction publique. Viene chiamato un avvocato d’ufficio, Ivan Flaud, che lo incontra e gli dice “Vabbé, lei è stato un po’ scemo ma vedrà che la faranno uscire subito”. Invece il quarantenne resta 48 ore in custodia cautelare, mentre la polizia perquisisce il suo appartamento e gli requisisce il computer, poi viene rilasciato fino al processo che avrà luogo il 3 dicembre. Un filino sproporzionato, non trovate? E al processo rischia sei mesi di prigione e fino a 7.500 euro di multa. Pure l’avvocato trova un po’ sproporzionato il comportamento della polizia, mentre il procuratore della repubblica, Antoine Paganelli, è di tutt’altro avviso: “Le affermazioni oltraggiose vanno represse e perseguite quando hanno per scopo abbassare la considerazione che si può avere di un personaggio pubblico, come è capitato all’eurodeputata Rachida Dati”.

Qui fanno finta che non sia vero, ma la Francia inizia ad avere seri problemi di libertà, come già notava lui. Sarkozy che piazza un amico suo a France 3, dopo averne già piazzati ovunque e dopo aver un rapporto privilegiato, diciamo così, con TF1; comici licenziati dalla radio pubblica perché un po’ troppo accesi contro il presidente; la Francia che è al 43 posto al mondo per libertà di stampa (appena meglio dell’Italia, è vero, ma peggio di Ghana, Ungheria, Mali e Portogallo…); una serie di strani furti in casa di giornalisti di Le Monde e del giornale online Mediapart.fr che stanno seguendo l’affaire Bettencourt (qui un ottimo riassunto di questa complicata vicenda di fondi neri, evasione fiscale, finanziamento illecito alla campagna di Sarkozy e circonvenzione di incapace)…

Vi ricordate quando, prima delle presidenziali 2007, Sarkozy aveva detto, minaccioso a un tecnico di France 3 che non l’aveva salutato, «Ça va changer, là… ça va changer…» ? Ecco.

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8 commenti leave one →
  1. 1 novembre 2010 12:27

    E venerdì France Inter ha colpito ancora: terzo comico a venir licenziato dopo una chronique su Michèle Alliot-Marie (http://www.rue89.com/2010/10/30/dahan-vire-la-malediction-des-humoristes-continue-sur-inter-173850).
    Comunque non tutti “fanno finta che non sia vero”. I media embedded lo fanno (e sono molti e hanno le loro evidenti ragioni), ma la critica è ormai palese, come dimostra l’ultimo documentario di Pierre Carles, “Fin de concession” (http://longuevue.blog.lemonde.fr/2010/10/29/fin-de-concession/), che sta avendo un discreto successo.

    • 5 novembre 2010 15:10

      sì sì, certo che c’è chi se ne accorge! ma non mi pare che ce ne sia una coscienza così diffusa…

  2. sante permalink
    1 novembre 2010 15:14

    e se in memoria del suo più famoso lapsus stasera mandassi una mail a Dell’Utri con su scritto “Mafioso”?Addio ragazzi.

  3. 4 novembre 2010 13:38

    Hortefeux, cui l’umorista Guillaume (uno di quelli da te citati che sono stati estromessi da france inter) in uno sketch a france inter ha attribuito tanto astio nei confronti degli arabi (dopo la celebre gaffes del ministro in cui era stato ripreso mente diceva ad un cittadino di origine magrebina “i magrebini finché c’ n’è uno ok, poi iniziani i guai) al fatto che , alle medie, i suoi compagni magrebini lo avessero soprannominato “la blonde” :-D azzeccatissimo, direi, nel suo caso.

    ps grandissima quella della dildoteca con peni di immigrati :-D

    • 5 novembre 2010 15:09

      eh eh eh, grazie ;-)

      chissà se resta in sella col rimpasto, l’Hortefeux…

      • 5 novembre 2010 16:12

        Io spero solo non passi primo ministro col rimpasto… altrimenti mi sa che esigeranno il visa anche per noi italiani visto la repubblica ormai bananiera da cui veniamo

  4. sante permalink
    14 novembre 2010 02:27

    Chiaramente sapevo di essere stato evocato. Certe cose si sentono. Ho bisogno di facilitazioni nella lettura, esulo anche dai tempi proposti dai Vanity Fair lasciati in bagno. Stanotte non ce la faccio a leggere tutte le belle cose che ha fatto/scritto, ho letto sono i primi due gustosissimi post. Per gli altri (SE SONO SENZA COLORE NON INTERVERRò MICA) tornerò con calma. So che è una lavorazione inutile in più superflua ma ha dei lettori feticisti che vedono ancora con gli occhi della Pimpa.

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