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Marco Rizzo senza sé

28 ottobre 2010

Io e Marco Rizzo non abbiamo molto in comune, non l’abbiamo mai avuto. Non ho mai avuto particolare trasporto nei suoi confronti (tranne quando ho letto su un muro di via Po, a Torino, Rizzo Pelato servo della Nato, questo me l’aveva reso simpatico…) ma non l’ho neppure mai detestato. Diciamo che ne avevo perso le tracce fino a quando, pochi minuti fa, grazie ai cortocircuiti di cui è foriero facebook, ho scoperto che Marco Rizzo è stato espulso un po’ di tempo fa dal Pdci (do you remember? Diliberto, Cossutta…) e che aveva fondato un nuovo partito che si chiama Comunisti – Sinistra Popolare (falce e martello gialla su fondo rosso, scritta in bianco e banda nera vagamente luttuosa) e che il partito non si candida alle elezioni «per rimarcare una diversità rispetto alle logiche elettoralistiche che si ritiene abbiano pervaso la sinistra ed i partiti comunisti esistenti negli ultimi anni». Vabbè.

Il nuovo partito, che non vuole essere considerato il sesto partito comunista d’Italia ma una cosa diversa, parte dall’ambizioso slogan «Tornare tra la gente, ripartire dalle lotte» e mi pare una ricetta condivisibile. Allora sono andato a vedere il blog di Marco Rizzo e, confesso, mi è sorto qualche dubbio…

Con i lavoratori della Fincantieri senza sé…

Secondo voi, il titolo vuol dire che :

1) Marco Rizzo è con i lavoratori della Fincantieri che, a causa della situazione dello stabilimento, della mancanza di politiche governative eccetera, sono rimasti senza una identità propria e che sono quindi “senza sé”;

2) Marco Rizzo è con i lavoratori della Fincantieri ma lo è in modo dissociato, cioè “senza sé”;

3) Marco Rizzo sarà pure con i lavoratori della Fincantieri ma non sa l’italiano?

(Vi invito anche a guardare questo post, in cui Marco Rizzo si dichiara contrario ad un altro Ulivo ed esclama: “Rompiamo col passato, costruiamo davvero l’alternativa a Sinistra! Dire, fare…” Cosa cazzo sottointendono i puntini!? Lettera e testamento!?)

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5 commenti leave one →
  1. 29 ottobre 2010 00:19

    I lavoratori della Fincantieri sono senza sé: sono quindi marxianamente alienati dall’alienazione (o hegelianamente superati dall’aufhebung).

    PS: prima di lettera e testamento c’è “baciare…”
    Ah, che bei tempi, quando alle riunioni di partito il pelatone lo chiamavamo “Jessica Rizzo”…

  2. 29 ottobre 2010 01:10

    decisamente tre’…;)

  3. 29 ottobre 2010 09:43

    LOL :-D

    Io opterei per la prima: i lavoratori della Fincantieri, abbrutiti dalla degradante situazione, sono rimasti senza identità propria e senza alternative per il futuro (senza “ma”).
    Direi che tutto torna :-|

  4. Daniyo permalink
    29 ottobre 2010 13:44

    Ma quel gesto che fa (anzi, fà o fa’) col dito è un timido richiamo alle P38? Perché quello sarebbe un ripartire “dalle lotte” non necessariamente condivisibile!

  5. Daniyo permalink
    29 ottobre 2010 14:32

    Dopo “Stabia” ci sono i due punti seguiti da virgola!

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