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Il signor Parco Nazionale

15 luglio 2010

Che le grandi città, alla fine son piccole. La prima volta, tre anni fa, avevo incontrato un mio compagno d’asilo su un quai della linea 11 del métro. La seconda, un anno fa, avevo di nuovo incontrato l’iraniana.

Oggi son stato in piedi venti minuti prima di ottenere un po’ di attenzione dal copistiere dell’Epée de Bois (anche se lui si definirebbe di Monge). Prima di me c’era un signore settantenne con una cartellina grossa e rossa, piena di 291 fotocopie noir et blanc di una rivista di motociclismo che voleva far ri-fotocopiare e rilegare, visto che lui non era in grado. L’anziano signore con una barba cavourriana, un giacchetto sportivo verde – che qui non fa mica tutto ‘sto caldo e i giacchetti si portano ancora! – e una lentezza di modi e movimenti che mi indispettiva assai. Il signore, che aveva nome francese ma cognome italiano, uguale a quello di un parco nazionale, ha pagato i suoi millanta euro e se n’è andato, lasciandomi a fotocopiare il passaporto, la tessera sanitaria, a stampare un curriculum e un certificato di diploma dottorale.

Ho messo tutto nelle apposite buste, pinzando le pagine che andavano pinzate. Sono passato alla posta, ho comprato un euro e quaranta di francobollo, ho spedito una busta e ho messo l’altra nella borsa. Sono andato a Censier, ho preso la 7 fino a Place d’Italie, poi ho perso un po’ di tempo perché volevo comprare Pariscope ma non trovavo gli spiccioli. Ho preso la 6 fino a Quai de la Gare, ho sceso le scale, sono uscito dalla stazione e là, davanti alla porta, c’era ad aspettarmi il signor Parco Nazionale.

E mi guardava.

5 commenti Lascia un →
  1. Anonimo permalink
    15 luglio 2010 13:59

    Inquietante, il signor “Granparadiso” ;)

  2. G.P. permalink
    26 luglio 2010 23:38

    Sono tornato oggi e mi sto leggendo le ultime due settimane. Questo per giustificare il commento a una cosa così vecchia. Della quale vorrei dire solo: pare la trama di “Esercizi di stile”

  3. 29 luglio 2010 08:11

    Ma sai che mi è successa una cosa simile in Portogallo? Abbiamo incontrato in giro per Lisbona le stesse madre&figlia che c’erano sul nostro aereo. E anche altri turisti visti di qua e di là.
    Son proprio strane, queste cose.

    • 29 luglio 2010 12:12

      Secondo me per i turisti è più probabile, alla fine quando si turisteggia si frequentano gli stessi posti… Ma in città…

      e siccome è facile incontrarsi,
      anche in una grande città…

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