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Tu, lei, lui, noi, voi

18 maggio 2010

Nel paese in cui si dà il vous sempre a chiunque, in cui nei sottotitoli Freddy Krueger dice “Lei non può scappare! Inizierò a giocare con la sua ragazza e poi squarterò anche lei!”, in questo paese qui io oggi ho fallito.

E dire che oggi sono anche vestito da persona adulta, con la giacca e la camicia, pur sdrammatizzate da un paio di scarpe da ginnastica. Malgrado tutto ciò, ho fallito e una ragazzina di dieci anni meno di me in una biblioteca in cui facevo di tutto per apparire credibile mi ha detto “Scusa, ma tu ci riesci a connetterti a internet da qui?”, credendomi un ragazzino e rinfocolando il mio antico dissidio interiore. Io ho risposto che boh, non so e mi sono chiesto che faccia devo metter su per sembrare serio.

Sarà il brufolo post puberale che mi è spuntato sulla guancia sinistra che mi rende così fanciullino?

10 commenti Lascia un →
  1. 18 maggio 2010 17:13

    Non so in Francia, ma la mia sensazione è che in Italia dai vent’anni in giù il lei sia stato abolito. A me, almeno, non lo dà più nessuno. Il lei. Und ueberhaupt.

  2. 18 maggio 2010 17:26

    qui in Francia il vous è legge scolpita nei modi delle persone… lo usa Freddy Krueger ammazzando giovani vergini, lo usava quel tipo che l’altra sera in Mouffetard mi ha offerto una cosa che lì per lì ho creduto fosse chiches, nel senso dei ceci, ma poi credo che no…

  3. 18 maggio 2010 18:40

    Da me a lezione e durante gli esami in genere si parla in inglese, quindi il problema non si pone, ma se gli studenti si rivolgono a me in italiano e usano il tu non mi dà fastidio, a parte quando ne approfittano e pensano che sia una specie di telefono amico su cui scaricare tutte le frustrazioni. All’inizio mi tiravo un po’ soprattutto agli esami per dare un minimo di parvenza seria, ma ora mi piace presentarmi in cappellino, maglietta a righe e all star e creare una serie di simpatiche situazioni anche con il personale di servizio. A me piace sembrare un ragazzino (finché dura…).

    P.S. Domanda sul post che si apre circa il “dissidio interiore”: cosa intendi per “vestirsi da dottorando”? Sono curioso.

    • 18 maggio 2010 18:49

      mah, all’epoca – di solito – voleva dire qualcosa di velluto. Ma ormai non si usa più, bastano le giacche e la faccia corrucciata.

      Basterebbero, anzi.

      • 18 maggio 2010 19:00

        Ora che mi ci fai pensare, oggi sono stato a una discussione di dottorato di uno del mio dipartimento e ed era vestito esattamente come dici tu… espressione inclusa! Tra l’altro ha portato una tesi sul dandy e ho pensato che proprio in virtù dei suoi studi poteva indossare almeno un fiorellone all’occhiello, invece era tutto grigio e nero.

        • 18 maggio 2010 19:06

          vedi? però io credo che grigio e nero siano colori assai sottovalutati

          • 18 maggio 2010 19:12

            Sì possono essere molto eleganti, in effetti io li abbino volentieri, ma bisogna fare attenzione a non cadere nella trappola “non riesco a uscire dal minimalismo anni ’90″.

  4. Daniyo permalink
    19 maggio 2010 07:14

    Metti più in evidenza Manfred!

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